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Il Brasile attraverso la cultura del cibo: venerdì 10 marzo una cena da Grappolo contro Luppolo a San Marzano Oliveto (At)

Ucena-brasilianana cena per raccontare il Brasile e la sua storia attraverso la cultura del cibo: accadrà nell’agribirrificio “Grappolo contro luppolo” di San Marzano Oliveto (Asti), venerdì 10 marzo, alle 20. A raccontare la loro terra saranno Hugo de Andrade e Marina Maciel Santos Andrade. Lui giornalista, lei economista. Hanno lasciato il Brasile e i loro lavori da oltre un anno per entrare in un progetto internazionale di volontariato agricolo. Sono arrivati nell’agosto 2015 come Wwoof, ossia volontari contadini nell’azienda agricola Carussin della famiglia Ferro-Garberoglio. Oggi lavorano: Hugo in vigna e Marina all’accoglienza.

Tornado alla cena, si tratta di una replica: già l’anno scorso i due ragazzi avevano cucinato le loro specialità con successo. Ora si chiede loro il bis.

L’idea è appunto di raccontare la loro terra attraverso il cibo.
S’inizia con il pão de queijo: “L’ingrediente principale, la manioca, già alimentava gli indiani che vivevano in Brasile per più di 500 anni – dicono Hugo e Marina – Con l’arrivo dei portoghesi, che hanno colonizzato il Brasile, è anche arrivato il formaggio. Mescolato con la farina di manioca, diede origine a questo pane di formaggio”.

Si continua con la feijoada, la fagiolata: “Gli indiani, costretti al lavoro dai portoghesi, si cibavano solo più degli avanzi delle tavole dei loro padroni. Nacque, così, questo piatto: fagioli neri e parti meno nobili del maiale cucinati a lungo con la maestria di chi deve ottimizzare il poco che ha per sfamarsi”.

Come dessert, la rabanada: “Non si sa l’origine esatta di questo dolce, ma si sa che il pane fritto con zucchero e cannella era utilizzato per alimentare le partorienti, alle quali dava forza e vigore. Oggi, in Brasile, è molto comune servirlo, in famiglia, a Natale”. E ancora Caldinho de feijao in abbinamento Caipirinha, cocktail a base di cachaça (acquavite di canna di zucchero), zucchero di canna e limone brasiliano.

La cena sarà accompagnata dalla birra Clan!Destino, prodotta dai giovani di casa Luca e Matteo Garberoglio, e dai vini Carussin.

Prezzo didattico: 20 euro.

Prenotazione obbligatoria: 388 9981851, 340 5012637, vinicarussin@gmail.com.

Fior di Torrone: materie prime bio e confezione ecologica per il torrone amico delle api

Giovanni ScalengheUn torrone morbido fatto solo con ingredienti biologici: Nocciola Tonda Gentile Trilobata, zucchero, albume e miele d’acacia italiano.  È Fior di Torrone, l’ultimo nato in casa Scalenghe, un torrone amico della natura e in particolare delle api.
La bontà non sta solo nella qualità delle materie prime e nella sapienza artigianale di Scalenghe – tre generazioni e oltre mezzo secolo di pasticceria –  ma anche nell’innovativo  packaging del prodotto.
La confezione di Fior di Torrone è fatta interamente di carta paglia riciclata prodotta con tecnologie a basso impatto ambientale e racchiude in sé uno speciale messaggio di sostenibilità: piantando in vaso l’etichetta in pochi giorni nasceranno dei fiori su cui potranno posarsi le api.


a flower for a bee
 


Fior di Torrone – A Flower for a Bee sarà presentato e si potrà degustare in anteprima il 24 febbraio all’evento “L’ora del Vermouth e del cacao a Torino- Incontro con i Maestri” (alle 19,30 al piano nobile di Palazzo Birago, sede della Camera di commercio di Torino, in via Carlo Alberto 16).
 
 
“Se l’ape scomparisse dalla faccia della terra, all’uomo non resterebbero che quattro anni di vita”  
Albert Einstein

 
 
SCALENGHE E IL TORRONE – La Pasticceria Scalenghe è nata nel 1954 in provincia di Torino.
La produzione artigianale e la ricerca della qualità del prodotto attraverso un’attenta scelta delle materie prime migliori caratterizzano l’azienda dall’inizio dell’attività.
A distanza di più 60 anni, la terza generazione di pasticcieri si attiene agli stessi valori per produrre il Torrone morbido, alla Nocciola Tonda Gentile Trilobata, ai pistacchi di Bronte, alle mandorle di Bari, il ricoperto al cioccolato fondente o al gianduja. Si continuano a selezionare materie prime di altissima qualità senza aggiunta di conservanti.
A suggellare l’impegno, la Pasticceria Scalenghe nel 2004 ha ricevuto il Marchio Eccellenza Artigiana per la produzione di pasticceria, gelato, torrone caramelle e cioccolato e il riconoscimento di Maestro del Gusto della Camera di Commercio di Torino e di Slow Food (2013-14, 2015-16 e 2017-18).

 

PASTICCERIA SCALENGHE Via Torino, 72 – 10028 Trofarello (TO) Telefono: 0116497511- info@torronescalenghe.itwww.torronescalenghe.it

 

Piemonte “in rosa”: cantine aperte sabato 4 marzo per la 1ª Festa nazionale delle Donne del Vino

Festa delle Donne del VinoAnche il Piemonte partecipa sabato 4 marzo alla 1ª Festa delle Donne del Vino, un evento diffuso che si realizza in 12 regioni d’Italia e in decine cantine, ristoranti, enoteche, musei. Le Donne del Vino sono protagoniste e aspettano i winelover e soprattutto le winelover per brindare con loro, proponendo un pomeriggio pieno di esperienze e assaggi.

L’evento è a tema “Donne vino e motori”.  L’elenco delle iniziative dimostra la creatività femminile. Non per altro le aziende del vino dirette dalle donne sono già come l’intero comparto enologico vorrebbe essere: con una formazione universitaria, indirizzate su vini doc-docg, capaci di esportare una quota maggioritaria del vino, diversificate e attente all’ambiente.

In Piemonte ci sono 16 eventi in cantine vitivinicole, enoteche e ristoranti.

Sono anche pubblicati sul sito www.festadonnedelvino.it e sul blog www.ledonnedelvino.it

ALESSANDRIA

Alemat – Elisabetta Ambrosione (Ponzano Monferrato)

La Scamuzza – Laura Zavattaro (Vignale Monferrato)

Tenuta La Tenaglia – Sabine Ehrmann (Serralunga di Crea)

Enoteca Enoteck House – Elisa Baldizzone (Strevi)

Marenco Vini – Patrizia, Michela e Doretta Marenco (Strevi)

Villa Felice – Renata Cellerino (Cassine)

Vineria Mezzolitro – Monica Moccagatta e Piercarla Negro (Alessandria).

ASTI

Braida – Raffaella Bologna (Rocchetta Tanaro)

Carussin – Bruna Ferro (San Marzano Oliveto)

Cascina Castlèt – Mariuccia Borio (Costigliole d’Asti)

Chiarlo – Laura Botto Chiarlo (Castelnuovo Calcea)

Sivia Castagnero (Agliano Terme)

Tenuta Tamburnin – Valeria, Claudia ed Elena Gaidano (Castelnuovo Don Bosco)

LANGHE

Cantine Ascheri e Osteria Murivecchi – Cristina e Maria Teresa Ascheri (Bra)

Bruna Grimaldi – Francesca Poggio de Il Poggio di Gavi (Grinzane Cavour)

Ettore Germano – Elena Bonelli (Serralunga d’Alba)

 

CHI SONO LE DONNE DEL VINO

Le Donne del vino sono un’associazione senza scopi di lucro che intende promuovere la cultura del vino e il ruolo delle donne nella filiera produttiva del vino. Nata nel 1988, conta oggi 700 associate tra produttrici, ristoratrici, enotecarie, sommelier e giornaliste. In Piemonte sono 108.

Scarica gli eventi nella provincia di Alessandria

Scarica gli eventi nella provincia di Asti

Scarica gli eventi nelle Langhe

 

Ecco l’identikit della donna del vino negli Anni Duemila

identikit-donne-vinoLaureate, fanno figli dopo i 30 anni, guadagnano spesso meno degli uomini e sono ancora alle prese con il sessismo: ecco la fotografia della Donna del Vino degli Anni Duemila. È questo l’esito di un’indagine-sondaggio promossa dall’Associazione nazionale Le Donne del Vino e presentata a Roma nella sala conferenze dell’Associazione Stampa estera. Un lavoro che in parte andrà a confluire nell’indagine mondiale di Wine Business International, la prestigiosa agenzia britannica di analisi sul vino.

“L’indagine 2016 sulle Donne del vino rivela il nuovo profilo del mondo del vino italiano al femminile. Alcune conferme e molte sorprese, soprattutto riguardo a un sessismo superiore alle aspettative” commenta la presidente nazionale dell’Associazione Donatella Cinelli Colombini. Presenti con lei Gabriele Micozzi, docente di Marketing della Luiss Business School, e Alfredo Tesio, coordinatore del Gruppo del Gusto della Stampa Estera. Al questionario inviato nei mesi scorsi, hanno risposto produttrici, giornaliste ed esperte, enotecarie, ristoratrici di tutte le parti d’Italia, cioè il 24% della compagine sociale.

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Asti: parte martedì 24 gennaio il nuovo corso assaggiatori Onav

Archiviati i festeggiamenti al Teatro Alfieri per il 65° compleanno, l’Onav di Asti si rimette al lavoro e riprende l’attività didattica. Fedele al motto “Wine, passion and skill” (vino, passione e competenza), l’Onav si fa carico di diffondere la cultura del vino organizzando ogni anno corsi volti a formare nuovi Assaggiatori. Prenderà dunque il via, martedì 24 gennaio, il nuovo corso Assaggiatori di primo livello presso la sede del Circolo Don Bosticco, in via XXV Aprile 210.

Il corso si articola in 18 lezioni bisettimanali (martedì e giovedì) che inizieranno alle 21 e avranno la durata di due ore. L’orario della prima lezione è anticipato alle 20,30 per consentire il ricevimento degli iscritti e la presentazione del percorso didattico. I docenti, enologi e tecnici, forniranno le nozioni necessarie per la conoscenza di base della vinificazione e delle tecniche di assaggio, nonché dell’analisi sensoriale, le cui linee guida sono state codificate proprio ad Asti grazie alla collaborazione tra l’Onav e al Centro Ricerche per l’Enologia. Il programma è completato da cenni storici sull’evoluzione della vite e del vino nella società umana. Faranno inoltre parte dell’iter formativo una visita ad una Cantina del territorio e una allo storico Bottificio Gamba di Castell’Alfero.

Al termine del corso verrà rilasciato un Diploma di Assaggiatore di Vino, previo il superamento di un esame finale fissato per il 4 aprile. Il titolo permette di accedere al corso di II livello per Esperti Assaggiatori incentrato sull’ampelografia dell’Italia e del mondo, la disciplina che studia e classifica i vari vitigni. L’Onav sta inoltre progettando il corso di III livello, che partirà proprio nel 2017 a livello nazionale, per chi voglia continuare la sua formazione e imparare ad abbinare vini e cibo e relativo servizio.

Il costo del corso è di 390,00 euro (per gli under 23 il costo è ridotto a 295 euro) e comprende la tessera di associazione all’Onav per il biennio 2017-2018 e l’abbonamento alla rivista “L’Assaggiatore”. Agli iscritti verrà fornito il materiale didattico e la valigetta con i bicchieri da degustazione.

Per informazioni ed iscrizioni: asti@onav.it

Il programma completo delle lezioni si può scaricare sul sito dell’Onav: www.onav.it

Il Calendario dell’Avvento 2016 di iShock

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Albergatori e ristoratori astigiani: lunedì 12 dicembre cena degli auguri per i colleghi colpiti dal terremoto

cena-auguriUna cena degli auguri per sostenere i colleghi colpiti dal terremoto: la organizza lunedì 12 dicembre l’associazione Albergatori e Ristoratori Astigiani in collaborazione con Confcommercio di Asti. L’appuntamento è alle 20, al ristorante stellato Il Cascinalenuovo di Isola d’Asti.

“Vogliamo dare un segnale concreto ai colleghi che hanno subito il dramma del terremoto – dice il presidente dei ristoratori e albergatori astigiani Luca Mogliotti –così quest’anno una parte del ricavato della tradizionale cena degli auguri contribuirà a ricostruire un ristorante o un albergo andati distrutti in Centro Italia. Per questo chiedo agli astigiani di dimostrare ancora una volta di avere il cuore grande: partecipate!”.

Il menu costa 80 euro (di cui 15 saranno devoluti in beneficenza). Prenotazioni allo 0141 958166

Non è la prima volta che la cena degli auguri dei ristoratori e albergatori astigiani sostiene un progetto benefico: nel 2015, insieme alle Donne del Vino del Piemonte e all’associazione culturale Astigiani, avevano raccolto fondi per contribuire all’acquisto di un ecocardiografo portatile donato in primavera ai medici di Cardiologia dell’ospedale Massaja di Asti.

Info: Luca Mogliotti 333 8593020

 

Le dieci cose da fare al Bagna Cauda Day 2016

10cosebagnacaudaday31)  APERITIVI IN QUOTA, AL VERMOUTH E ALL’ASTI DOCG. I due bar di piazza Medici ad Asti, Bar Medici e Bar La Torre, propongono aperitivi a base di vermouth piemontese delle aziende aderenti all’Unione industriale. Speciali aperitivi saranno anche serviti in cima alla Torre Troyana, dopo aver salito i 199 gradini che portano ai 43 metri di altezza: dalle 10 alle 14 venerdì 25, sabato 26 e domenica 27 novembre a cura del Bar La Torre. Info: 320 2465458. Aperitivi con pane, burro e acciughe abbinate a una coppa di Asti al prezzo promozionale di 3 euro a: La Buta, Becheri, San Carlo, Café Portici Rossi, Hard Cafè, Garibaldi.

10cosebagnacaudaday22)  ASSAGGIARE LA PRIMA MOZZARELLA D’ITALIA CON CUORE DI BAGNA CAUDA. È una delle curiosità del Bagna Cauda Market in piazza Medici ad Asti, ai piedi della Torre Troyana. La propone il caseificio campano La Burrola. Attorno ad antico ballo a palchetto saranno allestite le bancarelle del mercato in collaborazione con la Camera di commercio e i mercati della Terra di Slow Food: verdure, acciughe sotto sale e fritte al momento (alla pescheria Abissi di piazza Catena) , olio di nocciole, olio extravergine d’oliva dalla Liguria, la mascotte del Bagna Cauda Day “acciù” e le “accicculata”, acciughe di cioccolata create dalla torroneria Davide Barbero. Il mercatino sarà aperto dalle 15 alle 18,30 di venerdì 25, dalle 10 alle 18 di sabato 26 e dalle 10 alle 13 di domenica 27 novembre.

foto-barbera-kiss3)  BARBERA KISS. Venerdì 25 e sabato 26 novembre torna il coraggioso bacio di mezzanotteproposto insieme al Consorzio della Barbera d’Asti sempre in piazza Medici ad Asti. Sulle note della canzone “Non ti fidar di un bacio a mezzanotte”, si terrà l’ironico flashmob, in omaggio alle mitiche Gemelle Nete. I bagnacaudisti sono invitati a un abbraccio collettivo e al bacio in piazza della durata dei 12 rintocchi dell’orologio della Torre Troyana. Vin brulé finale al bar La Torre, offerto dal Consorzio della Barbera d’Asti. Il Bacio di mezzanotte si celebrerà anche in altri locali che aderiscono al Bagna Cauda Day. A Casale Monferrato il “Bacio a corte” si terrà nel suggestivo cortile del castello.
4)  LA MUSICA SUL “BAGNA A PALCHETTO”. La sera di venerdì 25 novembre in piazza Medici si terrà dalle 22 a mezzanotte un concerto ballabile del trio Loutente&The Cameltoes. Sabato 26 novembre sempre dalle 22 sarà la volta del gran ritorno dei Fiati Pesanti la maxi super band che ha nel suo repertorio anche uno straordinario Bagna Cauda blues.

5)  ANNULLO FILATELICO. Sabato alle 12 il Bagna Cauda Day vivrà anche il suo speciale momento filatelico. In collaborazione con Poste Italiane e l’associazione filatelici astigiani verrà timbrata con annullo speciale la prima cartolina appositamente edita. Le cartoline con l’annullo filatelico dedicato al Bagna Cauda Day saranno in vendita per tutta la durata della festa al prezzo di 3 euro e avranno i francobolli della serie vini italiani dedicati ai vini Barbera d’Asti e Asti e Moscato docg.

6)  CORRERE LA MARCIACAUDA. Corsa di 8 km organizzata domenica 27 in collaborazione con la società sportiva Vittorio Alfieri. Una corsa podistica non competitiva smaltisci bagna o apristomaco che partirà dalle ore 9 da piazza Medici e seguirà un percorso cittadino.

10cosebagnacaudaday7)  PARTECIPARE AL CONTEST “BAGNA CAUDA CLIC”. Con il Bagna Cauda Day, torna anche il contest fotografico Bagna Cauda Clic su Instagram sempre in collaborazione con il Consorzio della Barbera d’Asti. Siete tutti invitati a fotografare la Bagna Cauda in tutte le sue declinazioni: dai piatti, agli ingredienti, dalle tavole imbandite agli eventi collaterali, ai momenti conviviali come il Barbera Kiss. Si può partecipare con un massimo di tre foto. Seguite i profili Instagram @bagnacaudaday @barberadasti e taggate le vostre foto con #BagnaCaudaDay2016 #barberadasti #siamotuttinellabagna #barberakiss e #mynameisbarbera. Le immagini saranno valutate da una giuria di esperti e i vincitori riceveranno una cantinetta da sei bottiglie gentilmente offerte dal Consorzio Barbera d’Asti e altri premi. La cerimonia si svolgerà a metà dicembre 2016 in occasione della presentazione del 18° numero della rivista Astigiani.

8)  VEDERE LA MOSTRA DI PAOLO VIOLA ALL’ENOTECA LA BUTA E QUELLE A PALAZZO MAZZETTI. Il Bagna Cauda Day vedrà anche una mostra a firma del pittore Paolo Viola che ha dedicato i suoi quadri alle acciughe e ad altre verdure da bagna cauda ospitata all’enoteca La Buta di via Incisa 16. Inaugura venerdì 25 alle 17. Aperto con ingrosso ridotto per tutto il week end anche palazzo Mazzetti con la mostra di Corrado Cagli e le altre attrazioni artistiche.

foto-bagna-cauda-day-20169)  TORNARE A CASA CON IL BAVAGLIOLO. Fa parte del kit del perfetto bagnacaudista che sarà consegnato a ogni commensale nei 155 ristoranti che aderiscono al Bagna Cauda Day 2016. È illustrato dall’artista Antonio Guarene con il motto “Siamo tutti nella bagna”. Tutti i locali propongono la bagna cauda al prezzo di 25 euro e vino a 8 euro a bottiglia. Altre info: www.bagnacaudaday.it

10) SOLIDARIETÀ TERREMOTO E AISLA. Il Bagna Cauda Day, come ogni anno, ha anche un volto solidale: quest’anno il nostro cuore è in centro Italia, accanto alle popolazioni colpite dal terremoto. Aderiamo alla raccolta promossa da Specchio dei tempi del quotidiano La Stampa media partner del Bagna Cauda Day. A conferma del fatto che la bagna cauda fa bene un contributo andrà anche all’Aisla (Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica).

Barbera kiss, il coraggioso bacio di mezzanotte del Bagna Cauda Day (Asti, 25-26 novembre)

barbera-kissSi conferma come l’evento più glamour del Bagna Cauda Day che richiama ad Asti, a mezzanotte, centinaia di donne e uomini. È il Barbera kiss, il bacio di mezzanotte dei bagnacaudisti incalliti. “Per sfatare la credenza che dopo aver mangiato la bagna cauda non ci si possa amare” scherzano gli organizzatori.

Accadrà di nuovo quest’anno in piazza Medici nel cuore di Asti. Venerdì 25 e sabato 26 novembre allo scoccar della mezzanotte tutti i bagnacaudisti, sulle note della canzone “Non ti fidar di un bacio a mezzanotte” delle mitiche Gemelle Nete, sono invitati a un abbraccio collettivo e a un “coraggioso” bacio in piazza, per la durata di almeno i 12 rintocchi dell’orologio della torre Troyana.

Vin brulè finale, offerto dal Consorzio Barbera d’Asti e vini del Monferrato.

Il bacio di mezzanotte si potrà celebrare anche nei 155 ristoranti e locali fuori Asti, in Piemonte, in Liguria e nel mondo che aderiscono al Bagna Cauda Day.

Nel castello di Casale Monferrato è previsto in contemporanea il “Bacio a corte”.foto-barbera-kiss

BAGNA CAUDA CLIC. Tutti sono invitati a fotografare il Bagna Cauda Day in ogni sua declinazione: dai piatti agli ingredienti, dalle tavole imbandite agli eventi collaterali, ai momenti conviviali, collettivi e divertenti come il Barbera Kiss.

Un concorso fotografico su Instagram organizzato insieme al Consorzio della Barbera d’Asti e dei Vini del Monferrato.

Si può partecipare con un massimo di tre foto.

È necessario seguire i profili Instagram @bagnacaudaday @barberadasti e taggare le foto con #BagnaCaudaDay2016 #barberadasti #siamotuttinellabagna #barberakiss e #mynameisbarbera.

Le immagini saranno valutate da una giuria di esperti.

I vincitori riceveranno una cantinetta da sei bottiglie offerte dal Consorzio della Barbera d’Asti e dei Vini del Monferrato e altri premi.

La premiazione avrà luogo a metà dicembre 2016, in occasione della presentazione del 18° numero della rivista Astigiani.

“Siamo lieti – commenta il presidente del Consorzio della Barbera d’Asti Filippo Mobrici – di rinnovare la nostra partecipazione al Bagna Cauda Day, evento nato per riproporre uno dei piatti tipici della nostra zona, così come tipica è la Barbera d’Asti. Nella bagna cauda si possono infatti ritrovare le caratteristiche che rendono grande il nostro vino: l’esistenza di un rapporto storico con il territorio e la chiara localizzazione geografica sono infatti i tratti tipici della Barbera d’Asti, sposa ideale di questo piatto fortemente monferrino”.

Il bando del Bagna Cauda Clic è scaricabile dal sito www.bagnacaudaday.it

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Donne del Vino Piemonte: giovedì 24 novembre evento per i pastori di Amatrice

pecorino-amatriciano-a-rischio-dopo-il-trremotoLa terra trema ancora ma c’è chi deve restare nella zona di Amatrice sfidando il pericolo e il freddo dell’inverno: sono gli agricoltori con il bestiame. A questi piccoli eroi dell’agricoltura più antica e tipica della zona colpita dal terremoto, i pastori, andrà parte del ricavato delle cene che le Donne del vino organizzeranno a tre mesi esatti dalla prima grande scossa che ha distrutto le case di Amatrice e ora Norcia.

Il “cuore delle Donne del vino va al centro” evidenzia il disegno scelto per unificare in un solo atto generoso le tante cene di raccolta fondi che si svolgeranno in Valle d’Aosta, in Piemonte, Trentino Alto Adige, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Abruzzo, Basilicata, Campania, Puglia e Sardegna. La prima cena, in Lazio, è già avvenute il 25 ottobre.

In Piemonte la cena è giovedì 24 novembre ore 20,30 al ristorante La Fermata, a cui è appena stata confermata la Stella Michelin. È in via Bolla 2 a Spinetta Marengo (Alessandria). Menù a 45 euro. In sala la socia Tiziana Orsi. Prenotazioni: 0131 617508.

Il ricavato della raccolta fondi contribuirà a sostenere i 15 produttori di latte e formaggi riuniti nel “L’Amatriciano: il Pecorino dei Monti della Laga”, con sede a Campotosto in provincia de L’Aquila e fondato nel 2014.  Producono il pecorino usato per preparare la più antica ricetta di pasta all’amatriciana, antecedente alla scoperta dell’America e quindi senza pomodoro, la “gricia” a base di pecorino, guanciale di maiale e pepe nero.  Da oltre duemila anni le greggi pascolano in una zona montuosa al confine fra Abruzzo, Marche e Lazio in comuni tristemente noti per la distruzione causata dal terremoto come Amatrice, Accumuli e Arquata. La pastorizia è un’attività peculiare del territorio dei monti della Laga sull’Appennino, fino da epoca romana con la tradizionale pratica della transumanza lungo la via Salaria. Il pecorino ottenuto dal loro latte ha caratteristiche chimiche ed organolettiche molto particolari e legate all’utilizzo dei pascoli ad alta quota, le cui specie botaniche crescono su un substrato pedologico arenaceo marnoso tipico dei Monti della Laga.

Si tratta dunque di una “eredità storica” da salvaguardare al pari di un reperto archeologico o di un paesaggio. Un’eredità viva che potrà sopravvivere solo aiutando chi continua l’agricoltura eroica di montagna ed è custode di un territorio dove, era già difficile vivere, e dopo il terremoto esiste un grave rischio di abbandono.

Il presidente del Consorzio, Rinaldo D’Alessio, stava lavorando alla trasformazione del pecorino amatriciano da DECO a DOP, ma è stato fermato dalla drammatica situazione attuale in cui il problema maggiore è quello di accudire le greggi e superare l’inverno sperando poi di riprendere la produzione in modo da dare alle piccole imprese una fonte di reddito e mantenere viva una tradizione che è parte del passato remoto di tutto il popolo italiano.

L’individuazione del destinatario della raccolta fondi fatta dalle Donne del Vino è stata affidata alle delegate delle quattro regioni colpite dal terremoto e, con l’aiuto della Regione Lazio, hanno indicato il “Consorzio per la tutela e la valorizzazione de l’Amatriciano” come particolarmente bisognoso di sostegno immediato. Infatti gran parte dei piccoli caseifici sono crollati con il terremoto e la produzione si è concentrata nella struttura consortile che stenta a trovare sbocchi commerciali per il formaggio anche a causa della completa interruzione del turismo.

Al gruppo di 15 agricoltori del pecorino amatriciano le Donne del vino vogliono dedicare le cene che verranno organizzate il 24 novembre mettendo in tavola le loro bottiglie migliori. Un piccolo tangibile aiuto economico e soprattutto un segno di incoraggiamento verso chi è in grandissima difficoltà.

L’Associazione Nazionale Le Donne del Vino è stata fondata nel 1988 e riunisce 700 socie tra cui produttrici di vino, ristoratrici, enotecarie, sommelier, giornaliste e esperte. Ha lo scopo di promuovere la cultura del vino e il ruolo delle donne nel mondo del vino e nella società tutta. A fianco delle iniziative inerenti il proprio comparto economico, le Donne del vino si sono sempre distinte per le attività di charity e per una costante azione tesa allo sviluppo sostenibile dei territori agricoli.

Altre info sul blog: www.ledonnedelvino.it