STORIE IN ETICHETTA

Ai Suma e il sorriso di Giacomo Bologna

AI SUMAPer chi non parla piemontese, poche sillabe leggere e aeree che immediatamente inducono ad associare ad ali stilizzate di farfalla il segno grafico simmetrico sull’etichetta.

Ma per chi mastica il dialetto, in quell’Ai Suma sta tutta la potenza dell’ultima scommessa vinta di Braida. Ci siamo, significa. E’ il livello desiderato.

Le uve surmature, la vendemmia tardiva dallo stesso bricco da cui nasce l’Uccellone, solo in alcune annate producono questa speciale riserva dal colore rosso rubino molto intenso con riflessi granata. Profumo ampio, ricco e complesso, con sentori di frutti di bosco e in sottofondo note di vaniglia, liquirizia e cioccolato. Sapore pieno, poderoso, di grande struttura ma allo stesso tempo elegante e sensuale, armonico e molto persistente.

E’ stata l’ultima etichetta di Giacomo Bologna e doveva chiamarsi Bricco Georgia in onore di amici georgiani che venivano ad assistere alla prima vendemmia. Poi l’arrivo degli ospiti tardò e Giacomo non esitò a posticipare di due settimane la raccolta delle uve per farla coincidere con la visita degli amici. Dopo un anno di barrique Giacomo assaggiò quel vino ed esclamò “Ai Suma”, e sorrise battezzandolo.

No, non sono ali di farfalla quelle in etichetta: è il sorriso pieno di Giacomo Bologna. Della sua vita di passione, della sua vita di scommesse, della storia migliore che si potesse scrivere per la Barbera d’Asti.