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Nizza è Barbera: l’accento sulla comunicazione della “rossa”

FOTO PRESENTAZIONE NIZZA E' BARBERAMaggio si apre a tutta Barbera. Torna Nizza è Barbera, la manifestazione dedicata alla Barbera d’Asti docg, al Nizza docg e alla Barbera del Monferrato doc: dal 6 all’8 maggio Nizza Monferrato propone la sua tre giorni sulla rossa che in queste colline diventate Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco per la loro bellezza, offre il meglio di sé.

La manifestazione è organizzata da Comune di Nizza Monferrato e Enoteca Regionale di Nizza in collaborazione con Camera di Commercio di Asti, Consorzio della Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, l’Associazione Produttori del Nizza e Astesana Strada del Vino.

Il programma è ricco e collaudato. E quest’anno si rinnova con nuovi spunti e alleanze all’insegna della comunicazione: ci sono oltre cinquanta produttori che presentano le loro etichette in un “Barbera Forum” sotto il Foro Boario, c’è il Festival internazionale del cibo di strada, c’è il Wine BARbera in piazza del Comune gestito dall’Associazione italiana sommelier, ci sono incontri, brindisi e, sabato sera, la Notte Bianca con musica e negozi aperti, e infine c’è Nizza e Pizza, dove la nuova docg incontra la vera pizza napoletana.

Tra le curiosità di questa edizione, che ha la direzione artistica di Pier Ottavio Daniele, l’Aperibarbera con una degustazione guidata di Barbere d’Asti segnalate nella Guida di Slow Wine 2016 in abbinamento ai Presidi Slow Food del Piemonte e gli Gnocchi al Maccàgn preparati dalla cuoca stellata Mariuccia Roggero Ferrero (venerdì 8 maggio dalle 18,30 ai Giardini di Palazzo Crova, sede dell’Enoteca Regionale).

Domenica 8 maggio alle 16 il giornalista enogastronomo Paolo Massobrio condurrà un incontro dal titolo “Comunicare la Barbera d’Asti”. Dalle 19,30 il testimone passa a Rocco Moliterni, giornalista de La Stampa, che riceverà il Premio Astesana Francesco Cirio, il “re della pummarola” a cui la città di Nizza Monferrato diede i natali.

“Un bicchiere di Barbera – dice Flavio Pesce, sindaco di Nizza Monferrato – esprime bene quello spirito dell’accoglienza e dell’ospitalità che sta crescendo sulle nostre colline. Questi i nostri obiettivi: accogliere i turisti, farli mangiare e bere bene, ospitarli nelle bellezze del nostro paesaggio e lasciare in loro un ricordo meraviglioso”.

“L’edizione 2016 di Nizza è Barbera – aggiunge Mauro Damerio, presidente dell’Enoteca regionale del Nizza – sarà dedicata alla comunicazione della “rossa”. Oltre a saperlo fare, il vino bisogna raccontarlo nel modo giusto, per riuscire a valorizzarlo proponendolo a una platea di utenti nuovi e preparati”.

“La chiusura della manifestazione – spiega Pier Ottavio Daniele, direttore artistico – è dedicata a due grandi protagonisti di Nizza: Francesco Cirio, il Re della pummarola a180 anni dalla nascita, e il Nizza con la neonata docg. L’idea è di avvicinare pubblico nuovo al Nizza docg, accostando la neonata denominazione alla vera pizza napoletana della “scuola di Tramonti”, che è icona di successo della semplicità gastronomica e candidata a Patrimonio dell’Umanità Unesco”.

Ecco nel dettaglio il programma di venerdì, sabato e domenica:

VENERDI 6 MAGGIO.  S’inizia alle 17,30, con l’inaugurazione e la presentazione ai sindaci dei Comuni fondatori dell’Enoteca regionale della nuova sala tecnica di degustazione di Palazzo Crova. Seguirà alle 18, la consegna del Premio Tullio Mussa, in memoria dell’indimenticato oste nicese che lanciò la Bottega del Vino La Signora in Rosso. Dalle 18,30, nei giardini Crova, Aperibarbera con degustazione guidata di Barbere d’Asti segnalate nella Guida di Slow Wine 2016 in abbinamento ai Presidi Slow Food del Piemonte e gli Gnocchi al Maccàgn preparati dalla cuoca stellata Mariuccia Roggero Ferrero. Partecipano Piero Sardo, presidente della Fondazione Slow Food per la Biodiversità, Jonathan Gebser, Davide Panzieri e Pier Ottavio Daniele di Slow Wine. L’evento festeggia i 30 anni dell’associazione Slow Food. In collaborazione con la Vineria della Signora in Rosso. Posti limitati: quota di partecipazione 25 euro; prenotazione obbligatoria: 329 2284049. Dalle 18 a mezzanotte, è Festival internazionale del Cibo di Strada in piazza XX Settembre, promosso dal Slow Food Cesena e Conservatoire International des Cuisines Méditerranéennes. Musica con il dj Margiotta.

SABATO 7 MAGGIO. Alle 11, nei giardini di Palazzo Crova, degustazione guidata delle Barbere d’Asti Trebicchieri 2016 in abbinamento all’eccellenza dei salumi e formaggi dop e igp del Piemonte. Con la partecipazione di Gianni Fabrizio. In collaborazione con la Vineria della Signora in Rosso (su prenotazione 20 euro – 329 2284049). Dalle 16,30 alle 20, Barbera Forum nel Foro Boario di piazza Garibaldi, 50 produttori presentano le etichette di Nizza docg, Barbera d’Asti docg e Barbera del Monferrato doc. Assaggi a cura del Consorzio di tutela della Robiola di Roccaverano Dop e dell’Associazione produttori Salame Cotto Monferrato. Dalle 11 alle 24 prosegue in piazza XX Settembre il Festiva di cibi e cucine di strada. Dalle 17 Wine BARbera sotto il Campanon, la bella torre del municipio: in assaggio cento barbere selezionate dall’Associazione italiana sommelier. Dalle 19 nelle vie e piazze del centro storico di Nizza, Notte bianca con gastronomia, musica e negozi aperti. Musica con la Moonfrò Live Band.

DOMENICA 8 MAGGIO. Dalle 10,30 alle 20 si replica Barbera Forum nel Foro Boario di piazza Garibaldi. Alle 17,30 nella nuova sala degustazione a Palazzo Crova, degustazione e incontro con l’Associazione italiana sommelier, delegazione di Asti – Il mondo del sommelier: informazioni sui corsi e le attività didattiche a Nizza e in provincia di Asti. Posti limitati, su prenotazione +39 320 141 4335. Alle16 il giornalista enogastronomico Paolo Massobrio conduce l’incontro “Comunicare la Barbera d’Asti”. Con la partecipazione di Filippo Mobrici, presidente del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato e Mauro Damerio, presidente dell’Enoteca Regionale di Nizza Monferrato. Dalle 11 alle 20 mercatino del gusto nel centro storico con bancarelle degli artigiani dell’agroalimentare e proposte gastronomiche con i piatti della tradizione. Dalle 11 alle 21 proseguono il Wine BARbera e il Festival dei cibi e cucine di strada. Gran finale alle 19,30 con Nizza e Pizza – Il Nizza docg incontra la Pizza Napoletana: un abbinamento dedicato a Francesco Cirio in occasione del 180° anniversario della nascita dell’illustre nicese “Re della pummarola”. Evento con la partecipazione straordinaria di Rocco Moliterni, giornalista de La Stampa a cui andrà il Premio Astesana Francesco Cirio 2016. Interventi: “Il Nizza docg” con Gianni Bertolino presidente Associazione Produttori del Nizza, “La Pizza Napoletana candidata a patrimonio mondiale dell’Umanità Unesco” con Lucilla Conte, rappresentante regionale per il Piemonte Comitato Giovani della Commissione Nazionale Unesco. La pizza secondo la “scuola dei pizzaioli di Tramonti” con Beppe Francese autore della Guida “Pizzerie d’Italia”. In collaborazione con la Trattoria del Campanòn. Posti limitati, su prenotazione: 15 euro; 329 2284049.

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PROGRAMMA NIZZAèBARBERA PROGRAMMA 2016-2

COMUNICATO STAMPA NIZZAèBARBERA 6-7-8 MAGGIO 2016

Mostre, storia e cultura: l’altro volto dell’Adunata degli Alpini di Asti. Esposizioni al Palazzo dell’Enofila dall’8 al 15 maggio

COPERTINA BAIONNETTE_Léandre1915Salvare le penne – iconografia e reperti tra amori e trincea” è il titolo di una delle mostre che saranno ospitate al Palazzo dell’Enofila nei giorni della 89ª Adunata Nazionale degli Alpini in programma dal 13 al 15 maggio ad Asti. L’Enofila, in corso Felice Cavallotti 45, si trasforma in un polo culturale: sarà inaugurato domenica 8 maggio alle 16.

La mostra “Salvare le penne nere” è articolata su due piani per una superficie di 1500 metri quadri e curata da Dino Aloi con varie collaborazioni. Ha il Patrocinio della Commissione Europea – Rappresentanza in Italia.

L’esposizione, mostra di pace che parla di guerra con il dovuto distacco del tempo, è frutto di una ricerca condotta su giornali satirici del periodo bellico 1914/1918 italiani, inglesi, francesi e tedeschi. Saranno esposti in originale oltre un centinaio di questi fogli, spesso realizzati direttamente dalle armate, con taglio propagandistico e ironico.

“La mostra, sin dal titolo, vuole essere ironica – spiega il curatore Dino Aloi -. Salvare le penne infatti ha una triplice valenza che passa dal “portare a casa la pelle” al più esplicito “salvare coloro che hanno disegnato la guerra da testimoni” per arrivare al contestualizzato “salviamo tutto ciò che sono e hanno rappresentato gli alpini, un corpo amato e benvoluto da tutti”.

Particolare attenzione viene data alla figura della donna a livello internazionale durante il conflitto, analizzando i diversi ruoli, da quello di madre a quello di moglie, da quello della donna soldato a quello della donna al lavoro, senza dimenticare aspetti quali il doppio senso a sfondo sessuale di alcune vignette satiriche e quello dei profitti di guerra.

Di taglio storico e didattico, la mostra è composta da oltre 400 pezzi, tra preziosi cimeli, divise, moto d’epoca e disegni satirici, articolati in 15 sezioni.

La croce rossa nel disegno internazionale

Disegni satirici che vedono come soggetto il lavoro della Croce Rossa e delle crocerossine.

Gli alpini nella Grande Guerra

Una selezione di alcune tra le migliori tavole pubblicate sui giornali che testimoniano la grande vicinanza agli alpini.

Giuseppe Novello: la guerra è bella ma è scomoda

Alcune tavole del grande disegnatore estratte da uno dei suoi libri più crudi e dissacranti. Una sorta di memoria di guerra rappresentata da chi è stato sul fronte vestendo la divisa degli alpini, cogliendo nello stesso tempo gli aspetti divertenti e i drammi.

Oggetti e divise della prima guerra mondiale

Materiale proveniente da Enrico Trinchero (Museo dell’Alpino). Dai cappelli agli elmi dei soldati passando per lanterne, piccozze, pinze e altri oggetti tipici della trincea. Molto interessanti alcune casse: erano utilizzate sia per le munizioni che per vettovagliamenti, ma anche come scrittoi.

Paul Iribe: la danza macabra

Tavole realizzate dal grande artista francese molto attivo durante la prima guerra mondiale. Sodale con Jean Coteau con cui condivise l’esperienza del raffinatissimo giornale Le Mot, collaborò anche con Le Rire Rouge e con La Baïonnette da cui sono tratti questi disegni pubblicati nel numero speciale “La danza macabra”.

Adriana Bisi: la donna che disegnò la guerra

Nel momento in cui Mussolini abbandonò la direzione del giornale L’Avanti per fondare il suo Il Popolo d’Italia, sottotitolato sempre quotidiano socialista, chiamò tra gli altri a collaborare con le sue preziose vignette Adriana Bisi, importante pittrice del periodo e cugina di Umberto Boccioni, che fu tra i primi aderenti al manifesto futurista di Marinetti. Adriana Bisi è l’unica vignettista del periodo e al tempo si scrisse: “È così brava che sembra un uomo”. Davvero ancora lontana l’idea del femminismo.

Louis Raemaekers: la tragedia della guerra

Grande disegnatore e pittore di origine olandese fu protagonista con le sue splendide opere che girarono l’Europa per approdare poi negli Stati Uniti. Fu tra i più accesi autori nella ferma condanna dell’invasione del Belgio da parte della Germania, raccontando i fatti con realismo e grande senso del drammatico. Le sue opere conservano oggi immutata freschezza. Le immagini scelte sono sempre inerenti la figura della donna.

L’immagine della donna durante la Grande Guerra

130 immagini per raccontare come la donna fosse vista nei primi anni del Novecento. Articolata a sua volta in sottosezioni che mettono in parallelo momenti di vita quotidiana vissuti nelle varie città europee con grandi parallelismi e modus vivendi similari. Da osservare come la figura della donna soldato compaia solo in Inghilterra (oppure presa in giro dai disegnatori tedeschi) mentre in Francia si realizzino disegni delle donne al lavoro con orgoglio e fierezza nazionale.

Moto d’epoca

Curata dall’Associazione Alpini motociclisti e coordinata da Aldo Bergoglio, vengono presentate nella sezione 14 moto d’epoca che, partendo dalla grande guerra, arrivano sino al secondo dopoguerra. Tutte le moto sono corredate da una scheda che permette di apprezzarne la storia e le particolarità d’uso.

Omaggio alle penne dalle penne di artisti contemporanei

Un piccolo omaggio alle penne nere ricco di affetto con tavole di una ventina di artisti contemporanei selezionati tra cui Lido Contemori, Gianni, Chiostri, Marco De Angelis, Alessandro Palex Prevosto, Emilio Isca, Danilo Paparelli, Giuliano Rossetti e il fotografo Mario Di Lorenzo che propone alcuni set fotografici realizzati con personaggi minuscoli. Esilarante l’insieme delle opere, senza mai perdere di vista il ruolo determinante degli alpini raffigurati nelle missioni di pace e nelle operazioni legate a calamità naturali.

Rugantino: l’epica della propaganda durante la guerra

Trisettimanale romano inviato al fronte e molto letto in particolare dai soldati laziali. Rugantino assolve bene il compito di tenere alto il morale delle truppe pubblicando lettere e poesie dei soldati, articoli che cercano di fare il punto della situazione e grandi tavole che raccontano, secondo una logica epica e propagandista, le gesta eroiche dei nostri soldati al fronte. Grazie a questo giornale possiamo avere chiara una successione di fatti e di conquiste illustrate da bravi disegnatori che cercano di esprimere al meglio la situazione sui campi di battaglia.

Da Caporetto alla Vittoria: come nasce un fumetto storico

Uno straordinario fumetto realizzato appositamente per l’occasione della 89° Adunata di Asti. Scritto da Walter Riccio con le matite di Giulia Massaglia, la regia e le chine di Luigi Piccatto e la Consulenza storica di Aldo A. Mola, si narra la storia di un alpino con delicatezza e forza nello stesso tempo. Emozionante e avvolgente, il fumetto completo è messo in vendita nei giorni dell’Adunata mentre in mostra sono esposti i passaggi fondamentali che portano alla nascita di una storia a fumetti, partendo dallo storyboard e dallo studio di posizioni per arrivare al ripasso a china e alla colorazione. Sono comparate alcune tavole viste prima a matita e poi in definitiva soluzione.

In guerra con l’impero Ottomano

Una sezione per raccontare un aspetto meno conosciuto della guerra ovvero quello che riguarda l’Impero Ottomano. Molte sono le vignette francesi del periodo che danno bene l’idea che giornali come Charlie Hebdo non nascono per caso, ma sono figli di una cultura antica molto legata alla libertà di espressione che non teme di esprimere posizioni ideologiche talvolta molto ruvide, sempre connesse a sarcasmo e ironia. La propaganda legata al fatto delle nazioni in guerra inasprisce e accentua maggiormente questo aspetto.

Giornali in trincea

Una carrellata dei principali giornali satirici usciti durante il conflitto, dalle posizioni socialiste de L’Asino di Gabriele Galantara al giornale interventista Numero che ospita alcuni tra i maggiori disegnatori del momento come Golia, Tofano, Musini e Carlin. Molti i disegni tratti da fogli di trincea come La Tradotta, La Ghirba e la Giberna, affiancati da disegnatori dei tedeschi Fliegende Blätter e Lustige Blätter colto nei numeri di guerra. Per l’Inghilterra viene preso in considerazione Punch, tra i fogli di satira più conosciuti al mondo, mentre la Francia ha in evidenza giornali come Le Rire Rouge, La Baïonnette e le Mot. Autori indimenticabili come Scalarini, Brunelleschi e Sacchetti danno il loro importante contributo a queste riviste. Per la neutrale Spagna sono esposte tavole di Apa.

Documenti e foto provenienti dall’archivio del generale Stefano Lombardi

Fotografie a uso interno dell’esercito, fogli di comando e telegrammi personali fanno di questa sezioni una delle più interessanti a livello storico. I documenti rendono bene la dimensione dello stato di guerra vista in prima fila per via dell’incarico che ricopriva il generale.

Nell’ambito dell’esposizione l’attore Aldo Delaude leggerà alcune lettere dal fronte.

Altre mostre saranno inaugurate all’Enofila in occasione dell’Adunata degli Alpini: “Noi Alpini”, una mostra di fotografie con 170 immagini scattate a metà degli Anni Sessanta da Enzo Isaia, allora sottotenente e fotografo dilettante di 22 anni, che compongono un interessante ritratto della vita quotidiana degli Alpini. Si racconta l’esperienza dei giovani dal primo ingresso in caserma, passando per l’addestramento, i campi invernali ed estivi, il congedo e le Adunate Ana. La presentazione e le didascalie sono state curate da Giulio Bedeschi, autore di “Centomila gavette di ghiaccio”.

Sempre le fotografie di Isaia sono protagoniste di “Colori e sfumature di paesaggi monferrini Patrimonio dell’Umanità UNESCO”: 200 fotografie sui paesaggi del Monferrato. Nato a Pordenone, Isaia è specializzato nella fotografia pubblicitaria con particolare vocazione per i grandi still life – moto, automobili, autocarri, trattori, macchine movimento terra, treni, navi e aerei – per oltre dieci anni è stato fotografo ufficiale delle vetture Ferrari e Maserati. Ha sempre coltivato spazi per ricerche personali su ritratto, reportage, architettura e paesaggio. Tra le sue mostre itineranti, Noi Alpini è quella che riscuote maggiori consensi: esposta in 23 città, ha avuto ben 80.000 visitatori.
E ancora la Mostra IFMS – Federazione internazionale dei soldati di montagna a cura della Commissione IFMS nazionale e allestita dalla Sezione Ana di Bergamo, e quella su Bozzetti, manifesti e medaglie dell’Adunata di Asti a cura di Renato Valentini.

Le mostre saranno visitabili fino a domenica 15 maggio con apertura dal 9 al 12 maggio al mattino con visite riservate alle scuole e, dal 13 al 15 maggio, con orario 9-23.

Altre info: 0141 531018, info@asti2016.it, www.asti2016.it

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Costigliole d’Asti, Cascina Castlèt rilancia l’Uvalino vino raro dell’antico Piemonte

Mariuccia Borio e Giacomo Bersanetti con la nuova bottiglia di Uceline

Mariuccia Borio e Giacomo Bersanetti con la nuova bottiglia di Uceline

In quelle 5 mila bottiglie c’è la volontà di custodire un vitigno oramai raro ma un tempo assai diffuso tra i filari dell’Astesana, in Piemonte. Da anni Cascina Castlèt, azienda agricola di Costigliole d’Asti, crede e finanzia la ricerca universitaria per custodire e tramandare la coltivazione di Uvalino sulle colline di Costigliole. Ora rinnova l’immagine della bottiglia Uceline con un cambio di etichetta. Compito affidato a Giacomo Bersanetti, Sga Wine Design, che ha firmato tutte le etichette dell’azienda.

“Finora l’uvalino è stato un progetto sperimentale e anche il packaging era provvisorio – spiega la produttrice Mariuccia Borio – adesso Uceline esce dalla fase esperimento e deve avere l’abito giusto per raccontarsi e raccontare la sua storia e il suo paesaggio”.

La nuova vestizione, realizzata tramite serigrafia diretta su vetro, scaturisce direttamente dal nome del vino. Il colore è un giallo terra, quello delle sabbie astesane dove cresce l’uvalino. Il nome del vino non è scelto a caso: gli acini, essendo gli ultimi a maturare e a essere raccolti nel tardo autunno, vengono becchettati dagli uccellini. Da qui il nome Uceline.

“Si tratta di un’idea semplice e memorizzabile – spiega Giacomo Bersanetti – per rendere la bottiglia di Uceline distintiva e molto comunicativa attraverso una soluzione un po’ surreale, abbiamo animato le lettere del nome, simulando il volo di un piccolo stormo di uccelli”.

L’Uceline è un vino che deve essere apprezzato con qualche anno d’età: è appena uscita di cantina l’annata 2011.

LA STORIA DELL’UVALINO.  Era la bottiglia più preziosa da regalare al dottore, al podestà, al farmacista e al prete: un vino di lusso per far bella figura. Poco di scritto è rimasto su questo vino, ma le testimonianze orali permettono di attestare la sua presenza in Piemonte almeno dagli ultimi anni dell’Ottocento. Da quell’epoca, risulta diffuso in tutta l’Astesana meridionale, con il cuore nella zona di Costigliole d’Asti. Si può dire che fino a una cinquantina d’anni fa in tale area non esistesse azienda agricola, per quanto piccola, che non destinasse all’Uvalino almeno un paio di filari dei propri vigneti. Le caratteristiche varietali dell’uva in questione portano a escludere che si tratti di un vitigno “forestiero” importato e acclimatato in tempi recenti, o comunque nel corso dell’Ottocento. Veniva utilizzato in purezza e passito soltanto dalle famiglie più illustri e abbienti, e si connotava così con un segno di distinzione. Avere qualche bottiglia di Uvalino in casa era un segno di benessere, oggi diremmo uno status symbol.

L’AZIENDA. Cascina Castlèt ha 30 ettari di vigna. I vitigni coltivati sono: Barbera, Moscato, una piccola parte di Cabernet Sauvignon, Chardonnay e Uvalino. Da anni Mariuccia Borio crede e scommette sulla terra e sulla ricerca, prima sui passiti, poi sull’Uvalino, un’uva antica e rara. I vini vengono bevuti in 15 Paesi esteri: l’export rappresenta l’80% della produzione. L’azienda produce energia pulita con un impianto fotovoltaico e utilizza un moderno impianto di fitodepurazione naturale delle acque reflue di cantina.

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Asti 2016, l’Adunata degli Alpini a portata di click: pronta la app dell’evento in programma dal 13 al 15 maggio

ADUNATA NAZIONALEL’89ª Adunata Nazionale degli Alpini di Asti a portata di click: è pronta la app dell’evento più atteso dell’anno dalle penne nere. L’Adunata è in programma da venerdì 13 a domenica 15 maggio ad Asti, nel cuore del Piemonte. La app, disponibile per tutti i dispositivi Android e iOS, è scaricabile gratuitamente da Google Play e Apple Store cercando “89ª Adunata Alpini Asti”.

E’ stata realizzata dall’agenzia web Neosidea di Torino. I testi sono stati scritti dall’agenzia di comunicazione iShock.

Attivando la app sul proprio telefono durante l’Adunata sarà possibile consultare le principali informazioni: come raggiungere Asti, dove pernottare, come muoversi in città durante tutta la durata dell’evento. Un semplice click per avere subito le informazioni utili e vivere con serenità il clima dell’Adunata.

Sono consultabili i programmi di tutte le giornate con indicazioni su dove, quando e a che ora si svolgerà ogni attività del programma ufficiale e le numerose iniziative che coloreranno i tre giorni di festa. È compreso anche il ricco calendario dei concerti di cori, bande e fanfare che si esibiranno ad Asti e provincia.

Si potrà consultare la mappa interattiva su cui sono indicati tutti i luoghi di utilità, come posti tenda, ospedale da campo, poste e le innumerevoli attrazioni offerte da Asti, che consentiranno a tutti gli alpini di godere appieno della città. Un patrimonio storico e culturale, una grande tradizione enogastronomica, mostre e palazzi, torri e piazze, colline e paesaggi dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco tutto a portata di click.

Altre info: 0141 531018, info@asti2016.it, www.asti2016.it.

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Asti 2016, ultima riunione allargata del Comitato organizzatore dell’Adunata degli Alpini (13-14-15 maggio)

COMITATO ORGANIZZATORE ADUNATAUltima riunione operativa con tutti i componenti del Coa prima della 89ª Adunata nazionale degli Alpini, in programma dal 13 al 15 maggio ad Asti. Il Comitato organizzatore dell’Adunata si è riunito dopo la conferenza stampa di presentazione, con la partecipazione straordinaria del presidente nazionale Ana Sebastiano Favero, del presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino e del sindaco di Asti Fabrizio Brignolo. E’ stato donato al presidente Chiamparino un bicchiere serigrafato Adunata Asti 2016.

Presenti anche i rappresentanti del Dipartimento nazionale della Protezione civile che avranno un ruolo importante nella tre giorni di maggio.

A meno di un mese dall’evento, si analizzano tutte le soluzioni organizzative di accoglienza, spostamenti, viabilità e piano sanitario di quella che si prevede essere un’Adunata record in termini di partecipazione: oltre 450 mila persone con presenze importanti da Italia e estero.

“Sono 5000 i posti letto in alloggi collettivi, oltre 6000 nei posti tenda – ha ricordato Adriano Blengio, presidente Sezione Ana Asti – abbiamo richiesto un’ulteriore fornitura di 500 brande. Ad oggi abbiamo superato le 20mila persone su 14 aree sosta definite”.

Sono stati esaminati la realizzazione del Villaggio dei Partner in piazza del Palio dove sarà ospitata anche la Cittadella degli Alpini a cura delle truppe alpine, l’allestimento delle mostre e il percorso culturale che si snoderà tra il Battistero di San Pietro, l’Archivio di Stato e l’Enofila.

Durante l’incontro è stato messo a punto il coinvolgimento dei volontari dell’Informagiovani del Comune di Asti che accompagneranno gli alpini a visitare e a scoprire la città.

“Sarò un’Adunata allegra e musicale: sono già oltre 180 i cori e le fanfare che si esibiranno in città e nei paesi” ha ribadito Fabrizio Pighin, astigiano e vice presidente nazionale Ana.

Da segnalare, nel programma ufficiale, la cerimonia di sabato 14 maggio alle 10,30 a Frinco con la delegazione della Croce nera austriaca: insieme agli ex nemici, si deporrà la corona a ricordo dei caduti prigionieri detenuti nel castello di Frinco. Saranno due i momenti di ricordo con deposizione di fiori al cimitero e al cippo dei caduti.

Il presidente Coa Luigi Cailotto ha già accennato alla Adunata 2017 che sarà ospitata nella città di Treviso. Sarà ancora lui a guidare il Comitato. L’ideale passaggio di consegne sarà all’insegna delle bollicine: dalla città dell’Asti spumante a quella del Prosecco.

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“L’Adunata degli Alpini è una grande esplosione di umanità”. Presentata l’edizione numero 89 in programma dal 13 al 15 maggio ad Asti

CONFERENZA STAMPA ADUNATA ALPINI ASTI 2016Ci siamo. Il conto alla rovescia che porterà alla Adunata Nazionale degli Alpini numero 89 del 13, 14 e 15 maggio ad Asti è entrato nella fase finale. Manca meno di un mese al grande evento e nella città imbandierata di Tricolore, comincia a respirarsi un’aria di attesa e di crescente e festosa curiosità. L’evento è stato presentato in una conferenza stampa affollata nel Palazzo del Comune di Asti alla presenza, tra gli altri, del presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino e del presidente della Associazione Nazionale Alpini Sebastiano Favero.

Molti ricordano l’Adunata del 1995, quando le penne nere sfilarono tra due ali di folla che applaudiva e ringraziava per il concreto contributo che gli alpini avevo saputo dare nei giorni tragici dell’alluvione del novembre 1994. Erano stati gli alpini tra i primi a spalare fango tra la gente e con la gente. Un’azione di solidarietà vasta e organizzata che durò per mesi e valse all’Ana la cittadinanza onoraria di Asti

Gli alpini ad Asti sono dunque di casa e lo saranno anche questa volta, nell’Adunata che sarà sotto il segno dell’accoglienza, dell’ospitalità e del valore dello spirito alpino.

È un’Adunata Nazionale che celebra i 155 anni dell’Unità d’Italia, i cento della Grande Guerra e i 70 della Costituzione della Repubblica italiana.

Temi che saranno percorsi ed evocati nelle grandi manifestazioni collaterali organizzate in città a cominciare dalle mostre ospitate nel palazzo dell’Enofila e dedicate al ruolo della donna nella Grande Guerra, le fotografie della “naja”, il fascino del paesaggio monferrino che rientra nei territori vitivinicoli tutelati dall’Unesco.

L’Adunata sarà anche l’occasione per l’affidamento agli alpini della storica torre Troyana, che con i suoi 44 metri di altezza è il più alto monumento medioevale visitabile in Piemonte. La torre è il simbolo di questa Adunata e con i suoi 199 gradini invita tutti gli alpini a una emozionante scalata per vedere dall’alto lo spettacolo di Asti e dell’Adunata.

Una manifestazione dai grandi numeri, a cominciare dal record di partecipazione dei Gruppi Ana che porteranno ad Asti nei tre giorni almeno mezzo milione di persone. Un evento unico, come ha confermato don Bruno Fasani, direttore de L’Alpino: “Asti, dopo 26 anni, torna a indossare il cappello alpino. L’Adunata è un’esplosione di umanità: sono migliaia di esperienze umane che crescono nel tessuto sociale e non si possono raccontare in termini quantitativi. Questa città ha una grande opportunità turistica. Ho scoperto un turismo intelligente: chi viene è un turista aristocratico del Patrimonio Unesco. È anche un onore per l’Adunata essere ospitata ad Asti, città che ha consegnato alla storia grandi personaggi: apriamo L’Alpino di aprile con la foto di papa Francesco e l’invito “tutti ad Asti”. In poche ore abbiamo avuto 50mila like e condivisioni sui social. È un’Adunata che parte in modo benedetto”.

Il Presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino: “Sono contento che si torni a fare l’Adunata in Piemonte e ad Asti, città che ha dato i natali agli avi di papa Francesco, nati a Bricco Marmorito di Portacomaro Stazione. Anche parte della mia famiglia è di Portacomaro. In Piemonte tutto parla degli alpini: è una storia di impegno civile. Garantisco il massimo sostegno e l’impegno della Regione Piemonte perché Asti faccia una straordinaria figura e sia un grande momento di gioia, felicità e impegno civile. Ci vediamo ad Asti!”.

Il comandante delle Truppe Alpine generale Federico Bonato: “Gli alpini hanno un grande legame con questo territorio: 15 Compagnie erano piemontesi e la Brigata Taurinense è di qui. Creeremo la Cittadella degli Alpini che è uno spaccato dei mezzi ed equipaggiamenti di cui i nostri uomini dispongono oggi. Si potrà sperimentare l’arrampicata, avremo il Genio, l’Artiglieria, gli elicotteri e il museo degli alpini che proporrà la mostra del centenario della Grande Guerra con foto e reperti. Asti sarà un’adunata spumeggiante!”.

Il presidente dell’Associazione nazionale Alpini Sebastiano Favero: “Sarà una grande Adunata. Non è solo festa ma è anche festa: così come non ci sono solo diritti ma anche doveri. Primo dovere è servire gli altri e la Patria. La solidarietà è essere pronti a dare qualcosa. Interverremo in 10 scuole cittadine e nel parco dei Partigiani per dare un contributo in più e far capire ai ragazzi cos’è l’impegno e cosa vuol dire avere uomini pronti a dare agli altri. È riconfermare la nostra identità. Ho scritto due righe al presidente del Consiglio Renzi: gli ho scritto perché parlava di impegno per formare i giovani e dare loro cultura. Ho detto che la cultura da sola non basta: serve senso di appartenenza e identità, sapere chi sono e da dove vengono per farli confrontare con gli altri. Credo che sarà un’Adunata memorabile: 21 anni fa, all’altra Adunata, c’era anche mio papà Angelo che adesso è “andato avanti”. Era con me anche tra gli alpini volontari dell’alluvione. Questo cappello è un segno di continuità, fratellanza, disponibilità e solidarietà”.

Il presidente dell’Associazione Ana di Asti Adriano Blengio: “Il 6 settembre 2014 pensavo: I have a dream. Avevo un sogno che si è avverato e adesso stiamo dando il massimo per fare una grande Adunata dell’accoglienza, dell’eleganza e della solidarietà. Su questi tre cardini abbiamo innestato tutti i presupporti perché questa Adunata resti nella storia, per far sentire gli ospiti ad Asti come a casa loro. Abbiamo avuto il sostegno importante di molte associazioni, in primis Coldiretti, e cercato di dare dei valori alla città delle torri: con la rivista Astigiani, apriremo la torre Troyana con i suoi 199 gradini e 44 metri d’altezza da cui si gode una stupenda visuale su Asti. Con la Protezione Civile lasceremo il nostro ricordo alla città: dalla rivalorizzazione di alcuni istituti scolastici alla solidarietà. Siamo pronti ad accogliere tutti coloro che ci vorranno essere: gli astigiani si chiederanno quando faremo un’altra Adunata. Un ricordo per Stefano Duretto e Oscar Gastaudo, grandi presidenti che hanno costruito la nostra storia”.

Il sindaco di Asti Fabrizio Brignolo ha aggiunto: “Asti aspetta gli alpini non solo per turismo ma perché condivide valori profondi di cui gli alpini sono portatori: in città, nelle nostre frazioni, nei paesi, troviamo sempre una lapide con l’elenco dei caduti per la Patria. Ricordo nel ’94 i giorni dell’alluvione: gli alpini diedero un contributo importante e disinteressato e aiutarono un territorio in ginocchio a risollevarsi. Certo, è un’opportunità per noi per farci conoscere: accoglieremo gli alpini a braccia aperte. Apriremo tutti i nostri palazzi storici per renderli visitabili”.

Il presidente della Provincia di Asti Marco Gabusi: “Raccolgo la sfida spumeggiante in quanto sindaco di Canelli, città del Moscato e dello spumante. Ho messo a disposizione tutte le nostre strutture e dato massimo supporto a questo evento: è il giusto riconoscimento agli alpini per quanto hanno fatto per il territorio, con lo spirito di unire. Gli alpini hanno saputo evolvere la loro azione: per esempio, gli alpini di Canelli guidano le visite nelle cattedrali sotterranee, le nostre cantine storiche”.

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Brindisi di Grignolino della vignaiola Laura Zavattaro alla cena finale di Vinitaly 50

CENA FINE VINITALY 2016 - LAURA ZAVATTAROUn brindisi di fine Vinitaly con il Grignolino del Monferrato Casalese. E’ accaduto ieri sera, alla cena di galà per la chiusura di Vinitaly al Palazzo della Gran Guardia di Verona: l’etichetta è Tumas, il Grignolino prodotto da Laura Zavattaro dell’azienda vitivinicola La Scamuzza di Vignale Monferrato (Alessandria).

Laura era presente in quanto socia de Le Donne del Vino del Piemonte. L’ente fiera affida ogni anno alle donne vignaiole la carta dei vini della cena di chiusura Vinitaly.

“Era presente anche il Monferrato – dice Laura Zavattaro – giovani modelle hanno sfilato con le bottiglie delle Donne del Vino. E’ stata una bella emozione”.

La Scamuzza si prepara a “Di Grignolino in Grignolino”, itinerario enogastronomico in programma domenica 22 maggio, promosso da  Slow Food Piemonte e Valle d’Aosta, in collaborazione con l’Enoteca Regionale del Monferrato e la Condotta del Monferrato Casalese e Moncalvo. La cantina sarà aperta da mattino a sera e si offriranno degustazioni di vini e piatti tipici. Info: cantineanordovest.com

L’AZIENDA. L’azienda agricola Scamuzza nasce nel 1971 quando Carlo Bertone acquistò 40 ettari di terreni coltivati a cereali dalla famiglia Barozzi, allora proprietaria della Tenuta Bordona di Fubine. Il primo vigneto fu impiantato nel 1973: quasi un ettaro a 222 metri sul livello del mare con barbatelle di Barbera, Grignolino e Freisa. Il primo vino che si ottenne fu il “Baciamisubito”, ma per i primi anni fu utilizzato per il consumo familiare e tra amici. Nel 1988, si iniziò a ristrutturare la cantina sostituendo le botti di legno con vasi vinari di vetroresina e acciaio. Oggi la Scamuzza ha quasi 5 ettari di vigne e produce circa 15 mila bottiglie.

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Adunata Alpini Asti 2016 e solidarietà, aperto un conto corrente per aiutare la piccola Stella

alpini x stella08“Stella ha bisogno di noi, aiutaci a farla crescere”. E’ con questo appello di solidarietà che gli alpini della Sezione Ana di Asti aspettano l’Adunata nazionale in programma tra un mese esatto, dal 13 al 15 maggio. Le penne nere di Asti hanno adottato una bimba, Stella: ha quindici mesi ed è ricoverata al Regina Margherita in attesa di un delicato trapianto: un cuoricino nuovo per continuare a vivere. Hanno aperto un conto corrente per sostenere economicamente la famiglia della bimba.
“Sono già stati raccolti oltre 5 mila euro con lo spettacolo al Teatro Alfieri – dice Fabrizio Pighin, astigiano e vice presidente nazionale Ana –  domenica abbiamo il tutto esaurito al pranzo benefico organizzato alla Casa degli Alpini al parco Rio Crosio. La città ha risposto in modo straordinario al nostro appello. Dobbiamo ringraziare il nostro Fernando del Raso, responsabile della Protezione civile Ana di Asti, per aver avuto la sensibilità di segnalarci questa famiglia in difficoltà. La solidarietà alpina è viva e concreta: dopo l’Adunata abbiamo già in programma altri eventi per sostenere la nostra piccola Stella”.

I versamenti vanno fatti sul conto corrente intestato: Circolo Ricreativo Ana Asti – Iban IT30O0608547530000000021283.

Intanto, domani sera venerdì 15 aprile andrà in scena l’ultimo spettacolo del calendario di Aspettando l’Adunata: è il recital musico-teatrale “Un anno sull’Altipiano”.

Alle 21, al Teatro Alfieri, l’attore Daniele Monachella rievocherà l’anno vissuto sull’Altipiano di Asiago, tra il giugno 1916 e il luglio 2017, raccontato da Emilio Lussu nel suo libro di memorie, oggi considerato una delle più importanti opere letterarie sulla Prima Guerra Mondiale.

Lo accompagnano Andrea Congia alla chitarra e Jonathan Della Marianna al launeddas (tipico strumento musicale sardo). L’ingresso è gratuito ma occorre ritirare la contromarca del biglietto alla biglietteria del Teatro Alfieri o alla sede del Coa in corso Palestro 24 ad Asti.

Altre info: 0141 531018, info@asti2016.it, www.asti2016.it.

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“Un anno sull’Altipiano”, ultimo spettacolo venerdì 15 aprile al Teatro Alfieri prima dell’Adunata Alpini Asti 2016

LOCANDINA UN ANNO SULL'ALTIPIANO“Un anno sull’Altipiano” è l’ultimo spettacolo del calendario di Aspettando l’Adunata, eventi che accompagnano verso il grande evento del 13-15 maggio ad Asti. Un recital musico-teatrale in programma venerdì 15 aprile alle 21, al Teatro Alfieri.

L’attore Daniele Monachella porta in scena l’anno vissuto sull’Altipiano di Asiago, tra il giugno 1916 e il luglio 2017, raccontato da Emilio Lussu nel suo libro di memorie, oggi considerato una delle più importanti opere letterarie sulla Prima Guerra Mondiale. Lo accompagnano Andrea Congia alla chitarra e Jonathan Della Marianna al launeddas (strumento musicale a fiato originario della Sardegna). L’ingresso è libero.

“Siamo ormai in pieno clima Adunata – dice Adriano Blengio, presidente Sezione Ana di Asti – con questo spettacolo chiudiamo il calendario di iniziative verso la manifestazione di maggio. Va in scena la cultura alpina, la stessa che ritroveremo nelle mostre che stiamo allestendo all’Enofila, e allunghiamo idealmente la mano verso la prossima Adunata di Treviso”.

Altro appuntamento domenica 17 aprile: la penne nere di Asti organizzano un pranzo benefico alla Casa degli Alpini al parco Rio Crosio ad Asti. Gli alpini hanno già raccolto oltre 5 mila euro in una serata benefica al Teatro Alfieri.  Altre info: 0141 531018, info@asti2016.it, www.asti2016.it.

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Asti 2016, il cuore alpino batte per la piccola Stella: raccolti oltre 5 mila euro durante la serata al Teatro Alfieri

 

ALPINI PER STELLA FOTOPiù di cinquemila euro raccolti in una sola sera tra il pubblico del Teatro Alfieri accorso per applaudire gli artisti astigiani che hanno dato vita allo spettacolo “Un cuore per Stella”, organizzato dall’Associazione Alpini di Asti con il Comitato organizzatore dell’Adunata (Coa)

Sabato sera al Teatro Alfieri si è dimostrato che la solidarietà alpina è viva e concreta. Aspettando l’Adunata nazionale del 13-15 maggio, le penne nere di Asti hanno adottato una bimba: Stella, ha quindici mesi ed è ricoverata al Regina Margherita in attesa di un delicato trapianto: un cuoricino nuovo per continuare a vivere. La serata è stata organizzata per sostenere economicamente la famiglia della bimba.

In platea c’erano i nonni. I genitori erano a Torino accanto alla loro figlioletta.

Nel foyer, in un grande salvadanaio a forma di cuore, ogni spettatore ha potuto lasciare un segno concreto di solidarietà.

Un invito a mettersi una mano sul cuore e l’altra nel portafogli è stato rivolto a tutti dal vicepresidente nazionale dell’Associazione Alpini Fabrizio Pighin e dal presidente della sezione di Asti Adriano Blengio.

“Il cuore degli alpini è grande e facciamo tutti il tifo per Stella”.

Anche il sindaco di Asti Fabrizio Brignolo ha ricordato il valore della solidarietà pur in un momento di massimo sforzo organizzativo per rendere memorabile l’Adunata astigiana.

La serata condotta con bel ritmo da Pierluigi Berta è stata una carrellata di musica, colori, emozioni e sorrisi, questi ultimi stimolati dalle gag dai clown di corsia de L’Arte del Sorriso che animano ogni settimana con la loro colorata presenza il reparto pediatria dell’ospedale Massaia.

Tutti i gruppi si sono esibiti gratuitamente a cominciare dai giovani pianisti della formazione Musica Insieme 96. Poi è stata la volta delle scatenate coreografie delle ragazze del corpo di ballo del Liceo Artistico Alfieri, in perfetto stile “saranno famosi”. Applausi a scena aperta anche per i bambini del gruppo Chapitombolo anch’essi diretti dalla coreografa Jolanda Rega.

Sono seguite le canzoni d’autore intensamente interpretate dalla diciassettenne Rachele Cagnino e la bella voce del soprano Elena Canale, accompagna al pianoforte da Eva Carazzolo. Richiesto a suon di applausi il bis della canzone “La vita è bella” tratta dal film di Benigni, premiato con l’Oscar.

In scena poi un’altra cantante davvero speciale: Rosy Santalucia che dopo aver interpretato la struggente “Giardini di marzo” di Lucio Battisti ha svelato di essere la nonna della piccola Stella, salita sul palco non senza esitazioni.

E’ toccato a Piero Montanaro accompagnato dal figlio Danilo e dai Cantavino doc concludere la serata con una serie dei suoi brani più famosi compreso il coinvolgente “Amici miei” cantato in coro tra gli applausi da tutti gli artisti e dal pubblico.

Montanaro ha pronto e già inciso anche l’inno dell’Adunata di Asti che farà da colonna sonora del grande evento.

Anche i tecnici audio e luci Alessandro e Marcello Marzo della Elettriceservice hanno fornito gratuitamente strumentazione e lavoro.

La solidarietà a favore della piccola Stella prosegue. Sono arrivati durante la serata anche 500 euro versati dalle socie del Soroptimist e gli alpini invitano al pranzo benefico  domenica 17 aprile preparato dalla Sezione di Asti alla Casa degli Alpini al parco Rio Crosio ad Asti.

L’intero ricavato delle iniziative a favore di Stella sarà consegnato ai genitori della bimba nei giorni dell’Adunata con una cerimonia al Teatro Alfieri, sabato 14.

Altre info: 0141 531018, info@asti2016.it, www.asti2016.it

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