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Presentato a Roma il Padiglione del Vino di Expo 2015, Italo Rota: “Un’esperienza emozionale”

PRESENTAZIONEPADIGLIONEVINOEXPO2015“C’è una cosa che vi prego di notare, una scoperta bizzarra che ho fatto preparando il mio intervento: le più belle musiche sul vino sono tutte opera di autori italiani”. Così ha detto Philippe Daverio in apertura della presentazione del Padiglione del Vino ad Expo 2015 avvenuta oggi a Roma.
“I Francesi ne hanno scritto, i Tedeschi hanno fatto filosofia, ma noi siamo stati i primi a mettere il vino in musica e ad agire sul paesaggio: la vera cartolina d’Italia prevede la vigna”.

Dopo l’introduzione del critico d’arte, Italo Rota ha spiegato il concept del Padiglione del Vino Italiano, frutto della collaborazione tra Ministero  delle politiche agricole alimentari e forestali, Padiglione Italia e Veronafiere. Continua a leggere…

Oggi a Roma la presentazione del Padiglione del Vino Italiano all’interno di Expo 2015

PRESENTAZIONEPADIGLIONEVINOEXPO2015Saranno svelati oggi alle 12,30 in conferenza stampa allo spazio Open Colonna del Palazzo delle Esposizioni di Roma i dettagli relativi al Padiglione del Vino Italiano all’interno di Expo 2015.
I lavori saranno introdotti da un intervento di Philippe Daverio dal titolo “Il Vino creatore della Storia, dell’Arte e del Paesaggio”,
Seguirà la presentazione di Italo Rota e Giovanni Mantovani, moderati da Roberto Arditti, direttore Affari Istituzionali di Expo2015. Ci sarà poi spazio per gli interventi di Riccardo Cotarella, presidente del Comitato Scientifico del Mipaaf per il Padiglione del Vino, Ettore Riello, presidente di Veronafiere, Diana Bracco, commissario generale di sezione per il Padiglione Italia.
Chiuderà i lavori il ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina.

Arts & Foods: la relazione tra arte e cibo a Expo Milano 2015

ARMAN Title : Arteriosclerose, 1961  Theme : Accumulations of Objects in Boxes Dimensions :   18 1/4 x 28 5/8 x 3 inches E’ stato presentato nei giorni scorsi a Milano il progetto espositivo di Arts & Foods , ideato da Germano Celant, che sarà allestito dallo Studio Italo Rota nell’ambito di Expo 2015.
Nato nel 2011 e in continua evoluzione, il concept attuale è quello di “una mostra lontana dalla concezione visiva e tradizionale”, come ha raccontato il curatore, “e più vicina a un’esposizione eclettica e multidisciplinare”.  Arts & Foods sarà l’Area Tematica di Expo Milano 2015 dedicata al cibo e alle sue rappresentazioni nell’arte. Il cibo come oggetto delle opere di artisti di tutto il mondo, ma non solo: in mostra oltre mille articoli legati alla cucina, alla nutrizione e alla convivialità che hanno cambiato la vita quotidiana dell’uomo.

La relazione arte-cibo: pilastro di Expo Milano 2015 – Una concezione innovativa, dettata anche dalla collocazione dell’Area Tematica non all’interno del Sito Espositivo, bensì alla Triennale di Milano. Un passaggio importante e significativo teso ad avvicinare ancora di più la città e i suoi abitanti a Expo Milano 2015 e che affonda le sue radici nella storia dell’Esposizione che si è svolta a Milano nel 1906. L’Esposizione Internazionale del Sempione, ha ricordato durante la conferenza stampa di presentazione Giuseppe Sala, Commissario Unico per Expo Milano 2015, “diede vita al Padiglione delle Belle Arti, progettato e costruito dall’architetto Sebastiano Locati proprio davanti all’Arena. L’entusiasmo e il trasporto con cui i milanesi parteciparono alla sua inaugurazione erano tangibili. La scelta di collocare Arts & Foods nella Triennale di Milano contribuirà a rafforzare il rapporto della città con l’Esposizione Universale del 2015 e rappresenterà un segno di continuità con il passato”.Continua a leggere…

Secondo la Camera di Commercio di Milano cresce l’ottimismo su Expo

EXPO2015“Su Expo si scatena il dibattito”: con queste parole prende le mosse il comunicato stampa appena diffuso dalla Camera di Commercio di Milano che riporta i dati di un’analisi effettuata attraverso Voices from the Blogs, spin off dell’Università degli  Studi di Milano (www.voicesfromtheblogs.com), e realizzata tra il primo e il 30 giugno 2014 sui commenti  in Rete.

“Circa 94mila commenti in rete a giugno, quasi triplicati rispetto a inizio 2014. Sono circa 3mila al giorno. Recuperato l’ottimismo di inizio anno. Torna infatti a crescere il sentiment positivo in Italia e soprattutto a Milano”. In città infatti, sempre stando alle cifre diffuse dall’ufficio stampa della Camera di Commercio di Milano, il  63,3% dei commenti è positivo su Expo: +2,7% in un mese e il sentiment ritorna ad essere migliore rispetto al dato nazionale, fermo al 61%.

“Tra le ragioni che spiegano l’ottimismo, emergono delle differenze tra il dato milanese, che premia soprattutto gli eventi legati ad Expo2015, e quello italiano, che punta di più su affari e occupazione. Da notare la crescita sensibile del tema “turismo” non a caso in coincidenza con l’inizio dell’estate e delle vacanze. Per un italiano e un milanese su dieci è in gioco una questione di orgoglio nazionale. L’immagine maggiormente associata a Expo2015 a giugno rinvia al suo essere un “evento mondiale”, capace di attrarre attenzione e partnership globali e il tema delle infrastrutture (in particolare in Italia). Seguono il tema dell’alimentazione, del business, dell’innovazione, mentre in forte crescita (a Milano) l’associazione tra Expo2015 e architettura e design”.

Tra le principali città che discutono di Expo2015 al primo posto, come c’era da aspettarsi, c’è Milano con un peso pari al 58%. Segue Roma (18,2%), poi Torino, Napoli e Firenze.

La dieta mediterranea, l’Expo 2015, l’Unesco: se ne parla con Giorgio Calabrese

GIORGIO CALABRESEIl segreto per essere sani e belli? Secondo il dietologo Giorgio Calabrese risiede in una dieta che sia al tempo stesso “equilibrata, conviviale, trasversale, duttile” e anche “etica, antropocentrica, allegra, francescana e soprattutto includente, in grado di comprendere tutti i tipi di alimenti senza alcuna esclusione”.
Riunire tutte queste caratteristiche in un solo regime alimentare sembrerebbe un’impresa ardua, ma a chi si avventura tra le pagine del libro “Dimagrire con la dieta mediterranea”, scritto a quattro mani con la moglie Caterina Calabrese e recentemente pubblicato con Cairo editore, lo specialista astigiano svela i segreti e i tanti benefici di uno stile di vita in grado di regalare il sogno del “bellessere”.
Professor Calabrese, quali sono i reali vantaggi di quella che lei chiama DM, dieta mediterranea?
“Insieme a mia moglie Caterina, laureata in Teologia e in Tecnologia alimentare, lo spieghiamo già nelle prime righe della premessa del libro: la dieta mediterranea vive di equilibrio e della bontà del Padreterno. Se un regime alimentare spinge su una sola direzione, per esempio a favore delle proteine, non si rispetta un’armonia alimentare né un’armonia ambientale. Invece grazie alla dieta mediterranea possiamo cibarci di tutti gli alimenti che il  buon Dio ci mette a disposizione, stando solo attenti a come li introduciamo nel nostro regime quotidiano. Mi spiego: non esiste un il “cibo spazzatura”, esiste il cibo ben cucinato e quello mal cucinato. Un uovo alla coque fa bene un uovo fritto fa male, la pasta con pomodoro, basilico e grana fa bene la pasta alla carbonara fa male. Mettiamo di tutto nella nostra dieta, ma organizziamo la nostra alimentazione in modo da essere onnivori e variare spesso”.Continua a leggere…

Nicola Norton, dall’Irlanda del Nord all’Astigiano: “Ho trovato il mio paradiso in terra”

nicola nortonNicola Norton vive da dieci anni in Italia. E’ originaria del’Irlanda del Nord, ma per tanti anni è vissuta a Londra. Lavorava come direttore di marketing nel settore telecomunicazioni. Poi la svolta di vita: oggi a Casalotto di Mombaruzzo, nell’Astigiano che guarda già all’Acquese, gestisce l’Hotel La Villa, uno dei più premiati relais d’Europa. Lei lo chiama “il mio piccolo boutique hotel”. Una scelta che ha condiviso con il marito Chris e le figlie Kelly e Gemma, 22 e 19 anni. Hanno vinto tanti premi: nel 2012 si è aggiudicato il prestigioso “Certificate of excellence” di Tripadvisor. Da allora il portale web lo ha inserito nella top ten dei migliori alberghi del mondo.

Buongiorno signora Norton, cosa ha spinto lei e suo marito a fare la scelta di vivere in Piemonte?
“E’ il più bel posto del mondo. Voi piemontesi non ve ne rendete conto: siete abituati al paesaggio e non ci fate più caso, ma gli stranieri restano senza fiato. E’ un paradiso. Prima io e mio marito Chris vivevamo a Londra dove la vita è frenetica, la testa è sempre impegnata, non hai mai un attimo di respiro. Qui ci sono il vino, il cibo, la natura, dei tempi più umani. Insomma è diventato il nostro paradiso”.

Cosa pensa dell’accoglienza dei piemontesi?
“Le Langhe hanno capito l’importanza del turismo, qui nel Monferrato siamo ancora indietro. Mettiamo una barriera al turismo, più che accoglierlo. Nel weekend è tutto chiuso: le cantine vinicole, i negozi, le enoteche. Bisogna capire che gli stranieri non possono andare ad AstiTeatro: non capiscono nulla. E poi loro sono qui per la bellezza della zona, per il cibo e il vino. A teatro ci vanno a casa loro. Mettiamocelo in testa. Potrebbero essere interessati a manifestazioni tradizionali come l’Assedio di Canelli ma facciamo solo pubblicità in italiano e nessuno lo sa”.Continua a leggere…

Chi sono e cosa vogliono i nuovi consumatori di vino brasiliani: intervista a Crebil Ferman

CREBIL FERMANDa più di 20 anni, Crebil Ferman importa vini in tutto il Brasile. La sua azienda, la Global Wine, è una delle più affermate ditte di importazione di Rio de Janeiro. La seconda della città per dimensioni di fatturato. Ci sono ancora molti spazi per il vino italiano sul mercato brasiliano. I consumi crescono accanto allo stile di vita. Occorre capire, però, chi sono e cosa vogliono i nuovi consumatori.

Signor Crebil, lei ha ormai una lunga esperienza sui consumi di vino in Brasile: chi sono oggi i nuovi consumatori?
“Sono almeno 30 milioni di persone: la nuova classe media che sta emergendo con la crescita economica del nostro Paese. Hanno uno stipendio medio di 1.200 euro, i giovani viaggiano e vengono in Europa: conoscono nuove culture e nuovi modi di bere e di mangiare. E’ inevitabile che cresca anche la richiesta di qualità nei loro consumi quotidiani”.

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Vite Spericolata 2014: si parla, si beve, si mangia e si balla al primo Unescoraduno dei vini

VITE SPERICOLATA 14 @ISHOCKA Calamadrana Alta (Asti), dall’ 11 al 13 luglio, si tiene la seconda edizione di “Vite Spericolata”, quest’anno con un’esclusiva mondiale: il primo Unescoraduno dei vini.

Tre giorni di festival dedicato alla vite, ai vini con la partecipazione straordinaria di eccellenti produttori di vini delle Terre d’Unesco: Marisa Cuomo dalla Costiera Amalfitana, Andrea Farinetti con Borgogno dalle Langhe, Tenuta Dornach dalle Dolomiti, Antonio Bonanni fondatore con Elio Altare della società agricola Campogrande dalle Cinque Terre, Federico Curtaz dalla Tenuta di Fessina dall’Etna, il calamandranese Michele Chiarlo, il professor Giorgio Calabrese e Piero Sardo presidente della Fondazione Slow Food per la biodiversità saranno alcuni tra i protagonisti del Festival che si terrà nel borgo storico in atmosfere di festa, musica e cibi di strada.

 

Il programma dettagliato:

Venerdì 11 luglio dalle 18,30

Assaggi, vini, cibi di strada con gli hamburger di Fassone dell’Arte della Carne.

Apertura del Festival con un brindisi: Asti Hour in compagnia del presidente nazionale della Confederazione Italiana Agricoltori Secondo Scanavino, con Giorgio Ferrero (assessore all’Agricoltura della Regione Piemonte), Anna Ghione (presidente Donne in Campo Asti), Angelo Cortese (presidente Agia – giovani imprenditori agricoli Asti), Stefano Chiarlo (presidente della Strada del Vino “Astesana”), l’onorevole Massimo Fiorio e la delegata Unesco della Provincia di Asti Annalisa Conti; coordina Pier Ottavio Daniele, consigliere comunale di Calamandrana, con Pietro Giovannini.

Alle 20,30 la cena innaugurale con il Fritto Adriatico di pesce (30 euro menu completo inclusi i vini – su prenotazione Tel.329 2284049) “Pesce d’altomare e bollicine di Altalanga” a cura del Ristorante Cohiba di Cesena con lo chef Andrea Lumini e l’associazione per la valorizzazione della Piadina Romagnola, Slow Food Cesena e Confesercenti Cesenate con l’Altalanga docg millesimo 2007 medaglia d’oro al Vinitaly 2014 delle Cantine Tosti di Canelli. Cena di sostegno ai progetti della Fondazione Slow Food per la Biodiversità.

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“Dolcezza e azione”: il motto della presidente delle Donne del Vino Elena Martusciello

ELENA MARTUSCIELLO - DONNE DEL VINO @ISHOCKElena Martusciello è prima di tutto un’imprenditrice. Ha fondato l’azienda vitivinicola Grotta del Sole di Quarto, in Campania. Pioniera del recupero e valorizzazione dei vitigni autoctoni dei Campi Flegrei, noti sin dall’epoca romana . Ha contribuito alla nascita di tre doc della regione campana.  Con i suoi vini vuole parlare anche di emozione della cultura e della storia. Ha la fantasia, l’ironia e l’eleganza delle donne. Il suo motto: dolcezza e azione. Dal 2009, Elena è anche la presidente nazionale delle Donne del Vino. La prima eletta al Sud.Continua a leggere…

Il Vermouth, tra storia e attualità

Carpano_Vermouth_Vermut_LiquorsLA STORIA DEL VERMOUTH – Torino, anno 1786. Sotto i portici di piazza Castello, allora piazza della Fiera, il confettiere Antonio Benedetto Carpano, che lavorava come aiutante nella buvette di Luigi Marendazzo, mise a punto uno tra i più popolari vini aromatizzati: il vermouth.
La formula creata da Carpano prevedeva l’utilizzo di un vino base moscato a cui, per esaltare gli aromi e surrogare la sapidità tipica dell’invecchiamento, il liquorista miscelava un infuso di erbe e spezie alpine secondo una tradizione ereditata dai monaci delle sue valli d’origine, nel Biellese.
Il nome vermouth era l’adattamento francesizzato del termine tedesco Wermut, assenzio e l’artemisia absinthium (assenzio maggiore), pianta medicinale erbacea della famiglia delle asteracee, fu da allora l’erba principale nel bouquet dei vermouth. Il risultato fu un vino nel quale dolce e amaro si sposavano alla perfezione grazie alla qualità delle uve e a circa trenta tra erbe, radici, scorze, cortecce, fiori e reso amabile dall’aggiunta di zucchero.

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