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Lou Dalfin in concerto a Grappolo contro Luppolo

lou-dalfin_2416972_302583Ritmi occitani dei Lou Dalfin, cibi a km zero e brindisi di Barbera e birra: accadrà sabato 28 giugno a “Grappolo contro Luppolo”, l’agribar dell’azienda vitivinicola Carussin, in regione Mariano 27, a San Marzano Oliveto (At).

Si balla, si mangia, si brinda. La serata inizia alle 19 con l’apertura del banco di degustazione di birre artigianali in abbinamento agli hamburger a km zero dell’azienda agricola San Desiderio di Monastero Bormida.

Il concerto è alle 21,30. Per il folk-rock di Lou Dalfin è un ritorno a Grappolo contro Luppolo: il gruppo musicale con oltre 30 anni di carriera, 11 album incisi e 1200 concerti alle spalle, aveva già suonato l’estate scorsa nel locale dei fratelli Matteo e Luca Garberoglio, mastro birraio il primo (è il “papà” della birra “Clan!Destino”), oste di vino e birra l’altro. Sono figli di due vignaioli, Luigi e Bruna Ferro, che gestiscono la storica azienda vitivinicola Carussin.

Info: 340.5012631 o 0141.831358, vinicarussin@gmail.com

Facebook: www.facebook.com/grappolo.luppolo

Pia Donata Berlucchi e Marilena Barbera: confessione laica a Di vigna in vignetta

divignainvignettaUn’insolita triangolazione tra Lombardia, Sicilia e Piemonte per raccontare la variegata gamma di emozioni e di passioni che indissolubilmente si lega al vino: sabato 28 giugno, alle 17,30, Pia Donata Berlucchi e Marilena Barbera, due grandi ambasciatrici del vino italiano, confronteranno le loro vite, le loro visioni del mondo e le loro esperienze sollecitate dalle domande del giornalista Sergio Miravalle nell’incontro “Parola di donna”.

A fare gli onori di casa, al Castello di Costigliole d’Asti, saranno le Donne del Vino del Piemonte che chiudono con questa straordinaria confessione laica la manifestazione “Di vigna in vignetta” durante la quale hanno festeggiato i 25 anni del loro sodalizio.

Dalla Franciacorta alla Sicilia, dalle vigne di collina alle vigne di mare, dalle bollicine più conosciute d’Italia al Nero d’Avola vendemmiato in notturna: l’incontro tra queste signore del vino porterà in luce analogie e differenze tra due generazioni e due stili.

Pia Donata Berlucchi è un’imprenditrice di successo che ha dalla sua anni di esperienza, l’amore per la famiglia, la passione per il lavoro, la grinta e il polso di una “lady di ferro” insieme al savoir faire di una nobildonna d’altri tempi. Tutte caratteristiche che compongono il profilo sfaccettato ed estremamente affascinante di una delle donne di maggiore rilievo del panorama imprenditoriale italiano. Pia guida dal ’77 l’azienda vinicola Fratelli Berlucchi come amministratore delegato, curando direttamente le relazioni con i clienti italiani, con i distributori e gli agenti.

Marilena Barbera, a Menfi – comune della provincia di Agrigento lungo la costa sud occidentale della Sicilia – guida l’azienda agricola che appartiene alla sua famiglia da tre generazioni.
Dice di sé: “Produciamo i nostri vini solo con le uve selezionate e raccolte nella Tenuta Belicello. Crediamo nella magia del fare vino, e di farlo in modo che sia sostenibile e rispettoso dell’ambiente”.

Nelle sale del Castello di Costigliole prosegue fino al 29 giugno (sabato con orario 15-20 e domenica 11-20) “Di vigna in vignetta”, esposizione che racconta in 100 tavole di famosi pittori e illustratori l’intreccio inesauribile tra vino e humor. I quadri di Jacovitti, Cavandoli, Guarene, Clericetti, Grott, Pongiglione e molti altri, oggi di proprietà delle Donne del Vino del Piemonte, appartenevano alla collezione del giornalista Vincenzo Buonassisi, di cui ricorre il decennale della scomparsa. Ingresso libero.

Info: www.divignainvignetta.it

Foodblogger e grandi cuoche a “Di vigna in vignetta”

foodblogger a Di Vigna in VignettaLa marmellata di pere di San Giovanni con la chef Marina Ramasso (ristorante del Paluch, Baldissero Torinese), i segreti dell’aspic alla piemontese di Maria Lovisolo (ristorante Violetta di Calamandrana, Asti), l’inconfondibile bonet di Alessandra e Anna Bardone (ristorante Del Belbo da Bardon, San Marzano Oliveto, Asti), la sontuosa sfoglia dei ravioli di Mariuccia Bologna (trattoria I Bologna di Rocchetta Tanaro, Asti): è stata una giornata golosa e speciale quella promossa dalle Donne del Vino del Piemonte sabato scorso, all’interno della manifestazione Di Vigna in Vignetta a Costigliole.

Alcuni tra i migliori food blogger provenienti da tutta Italia si sono ritrovati nelle cucine dell’Icif per apprendere i segreti delle tradizionali ricette locali svelati dalla viva voce e dai gesti esperti delle nostre cuciniere.

Una cooking class atipica per l’International Culinary Institute for Foreigners, dove solitamente non si possono portare effetti personali all’interno delle aule: stavolta invece tablet, reflex, telecamere e smartphone erano più numerosi di quaderni e taccuini e i filmati e le immagini in tempo reale hanno riempito la rete dell’hastag #DiVignaInVignetta.

Non è mancato un pranzo al Castello – con le portate preparate dai blogger sotto la guida delle cuoche e i vini delle Donne del Vino del Piemonte -, una visita completa dell’Icif e un intervallo per ammirare le 100 tavole dell’esposizione “Di Vigna in Vignetta”, sull’intreccio inesauribile tra vino e humor, che prosegue fino al 29 giugno (sabato con orario 15-20 e domenica 11-20) al castello di Costigliole. Ingresso libero.

Sabato 28 giugno alle 17,30, sempre al Castello di Costigliole, appuntamento con “Parola di donna”, la confessione laica tra le produttrici Pia Donata Berlucchi e Marilena Barbera.
Dalla Franciacorta alla Sicilia, dalle vigne di collina alle vigne di mare, dalle bollicine più conosciute d’Italia al Nero d’Avola vendemmiato in notturna: l’incontro tra queste signore del vino, sollecitate dalle domande del giornalista Sergio Miravalle, porterà in luce analogie e differenze tra due generazioni e due stili.

Info: www.divignainvignetta.it

Monsignor Viganò: “Narrare la Chiesa presuppone un’ermeneutica spirituale”

DARIO EDOARDO VIGANO - PPT ASTI“Cadono sempre in piedi perché al momento giusto sanno tirare fuori professionisti come lui” si sussurrano due signore tra il pubblico seguendo ad Asti, al festival Passepartout, l’intervento di Dario Edoardo Viganò, direttore del Centro Televisivo Vaticano.
E l’impressione è proprio quella, perché con una serietà e un rigore che non mancano di un sorridente entusiasmo Viganò racconta gli snodi recenti della storia d’Italia e della storia della Chiesa, i linguaggi della fede e quelli della Chiesa universale, scegliendo un taglio trasversale per la sua lectio magistralis e spaziando tra la storia e il cinema, il mondo dell’advertising e i social network.
“Mentre in America nel 1953 usciva il primo numero della rivista Playboy l’Italia era ancora un paese blindato, dove i codici della Tv di stato vietavano le immagini di baci, di corpi dalle forme evidenti e l’uso di parole come “divorzio” – ha spiegato Viganò -. Nel 1966 un’inchiesta del giornale studentesco “La zanzara” sui gusti sessuali delle allieve del liceo Parini di Milano fece scandalo e portò a processo tre redattori, poi assolti. Solo un anno più tardi arrivarono anche da noi le prime riviste patinate per soli uomini e intorno al 1972, senza che si fosse mai sviluppato attorno a questo tema un autentico dibattito sociale, eravamo diventati il paese che esportava la pornografia”. Toscani e Pirella, nel 1972, attingono a piene mani dal contesto scritturistico per la campagna del primo brand nazionale di jeans, i Jesus: “Non avrai altro jeans all’infuori di me” e “Chi mi ama mi segua” a commento delle natiche di Donna Jordan.
Ancora: “Nel ’74 il voto contrario al referendum abrogativo della legge sul divorzio arriva in primis da preti, dirigenti delle Acli, dirigenti della Cisl. Naufraga la speranza di chi pensava che il nostro fosse ancora un rigido paese cattolico: aveva cambiato pelle, linguaggio, modi di intendere e praticare la fede”. Per dimostrarlo, il monsignore delle telecamere vaticane cita dei titoli di film (“Perché il cinema è l’architettura testuale che anticipa l’innervatura culturale di un’epoca”): la Dolce vita in primis, dove Fellini racconta un Cristo che proietta la sua ombra sui condomini assolati delle nuove periferie. Intanto Giovanni XXIII aveva convocato un concilio ecumenico a meno di 100 giorni dal suo insediamento: era il Vaticano II, e il solo bollettino diramato dalla Curia era in latino. Di lì a poco si comprese l’importanza della governabilità dell’informazione, nacquero un ufficio stampa e diverse conferenze per diversi territori, nacque la figura del vaticanista e, inevitabilmente, la polarizzazione mediatica tra progressisti e conservatori, la semplificazione tra destra e sinistra: “Un modello insufficiente a rendere la complessità della Chiesa: narrare la Chiesa, invece, presuppone un’ermeneutica spirituale”.

Oggi Viganò dirama alle Tv di tutto il mondo i video di quanto avviene in Vaticano: costruisce la regia e gestisce la trasmissione di eventi di portata planetaria come il ritiro a Castel Gandolfo del papa emerito, la canonizzazione di Wojtyla e Roncalli, la preghiera per la pace di Francesco, Abu Mazen e Peres.
Per farlo si avvale di satelliti, elicotteri su cui sistema potenti teleobiettivi, riprese 3D, standard 4K: “La tecnologia – dice – non è una mania. Forniamo prodotti curati perché il messaggio del papa tocchi le emozioni e parli al cuore del maggior numero di persone”.

Calabresi: “Il giornalismo ha ancora un senso forte se riesce a fare la differenza nella vita delle persone”

calab“Se il giornalista vuole che la sua professione sopravviva deve fare qualcosa di utile”: con questa “ricetta”, suggerita da Beppe Severgnini ad Asti nel primo incontro di Passepartout e articolata domenica sera da Mario Calabresi nel corso del suo intervento, si chiude l’edizione 2014 della rassegna organizzata dalla Biblioteca Astense attorno al “Sesto potere”.

Il direttore del quotidiano La Stampa, con sguardo semplice e chiaro, ha proposto una lettura delle attuali difficoltà dell’informazione (“Il concorrente vero di un giornale non è un altro giornale ma l’uso alternativo del tempo libero”) e ha tentato di dare una risposta che, sorpresa, non implica la creazione di un nuovo modello economico ma si basa interamente sui contenuti.

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Presentato a Torino il Salone del Gusto 2014. Petrini: “Le idee dell’Expo sono nate qui”

carlinTORINO – E’ come sempre Carlo Petrini, presidente Slow Food, ad aprire le danze presentando il programma di questa decima edizione del Salone del Gusto e Terra Madre a Torino, dal 23 al 27 ottobre 2014 (Lingotto Fiere e Oval): «Dieci edizioni del Salone e dieci anni di Terra Madre. Certo, se ripenso al 1996, era proprio un altro mondo!».

«Non dimentichiamoci che le tematiche al centro dell’Expo sono nate qui – ammonisce Petrini – all’epoca non c’era coscienza che dietro il lavoro umile di pescatori, contadini e artigiani ci fosse l’elemento chiave per l’economia reale e per la storia del mondo. Passo dopo passo siamo riusciti a consolidare e traghettare il Salone fuori dalla gastronomia classica, sancendo questo cambio di rotta con la nascita di Terra Madre. Avevamo capito che questo sistema alimentare è malato».

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Un pomeriggio con la Contessa di Castiglione

CONTESSA DI CASTIGLIONEUn pomeriggio con la Contessa di Castiglione. E’ l’evento che sarà ospitato sabato 7 giugno, alle 17, nel cortile del castello di Costigliole d’Asti. Lo organizzano le Donne del vino del Piemonte per i 25 anni della delegazione insieme alla rivista di storia Astigiani.

Occasione per presentare l’ottavo numero della rivista , in edicola in questi giorni,che dedica, a firma di Bruno Penna, un servizio alla Contessa che abitò il castello negli anni 1854-55 dopo il matrimonio con il conte Francesco Verasis Asinari. Il servizio è intitolato “La contessa che ammaliò l’Europa”. L’autore, anche sindaco di Castiglione Tinella, e la storica Lorella Morando discorreranno con il direttore di Astigiani Sergio Miravalle, mentre la bella Indira Chiriotti interpreterà la Contessa indossando  l’abito “Ritrosetta”, una fedele confezione di un vestito originale della nobildonna, cucito dalle signore castiglionesi.

Interverranno anche la delegata delle Donne del Vino del Piemonte Francesca Poggio e il sindaco di Costigliole Giovanni Borriero. Si discuterà anche di un progetto di biblioteca storica, promosso dalle Donne del Vino del Piemonte, che potrebbe essere ospitata a Costigliole. Seguirà merenda sinoira e un brindisi con i vini delle vignaiole dell’Associazione.

Alle 10 e alle 16 visita guidata gratuita al borgo medioevale del paese, alla Confraternita di San Gerolamo, al museo d’arte sacra e ai granai del marchese Filippo Antonio Asinari di San Marzano. Ritrovo e partenza nella piazza del Comune (piazza Umberto I). Info: 348-1387521

Paolo Massobrio a “Di vigna in vignetta”

MASSOBRIOLunedì 9 giugno, alle 17, al Castello di Costigliole d’Asti, Paolo Massobrio sarà ospite delle Donne del Vino del Piemonte nell’ambito della manifestazione “Di vigna in vignetta”, che celebra i 25 anni del sodalizio della delegazione regionale. L’incontro sarà dedicato a “Vino, Cibo, Expo 2015” e consentirà di fare il punto sul tema che caratterizzerà la kermesse: nutrire il pianeta, energia per la vita.

A undici mesi dall’avvio, fissato per il 1 maggio 2015, l’Expo si presenta infatti come “la prima Esposizione della storia che sarà ricordata non solo per i manufatti realizzati ma soprattutto per il contributo al dibattito e all’educazione sull’alimentazione, sul cibo, sulle risorse a livello planetario”.
Un’opportunità, un’occasione per informare e informarsi sul complesso mondo dell’alimentazione; ma anche una profonda sfida etica sui temi della sostenibilità, della difesa della biodiversità, della sicurezza alimentare, del mondo che consegneremo ai nostri figli.

Le Donne del Vino del Piemonte – produttrici, enotecarie, sommelier, ristoratrici, giornaliste – sono a vario titolo chiamate a confrontarsi con questi temi e saranno presenti a Costigliole d’Asti per dialogare con il giornalista e altri operatori del settore.

Sabato 7 giugno, alle 17, giornata con la Contessa di Castiglione insieme alla rivista Astigiani. Merenda sinoira e un brindisi con i vini delle vignaiole dell’Associazione. Visita guidata gratuita al borgo medioevale del paese, alla Confraternita di San Gerolamo, al museo d’arte sacra e ai granai del marchese Filippo Antonio Asinari di San Marzano. Ritrovo e partenza alle 10 e alle 16 nella piazza del Comune (piazza Umberto I). Info: 348-1387521

Domenica 8 giugno, visita guidata gratuita al borgo medievale del paese, al museo d’arte sacra, alla Confraternita di San Gerolamo e ai granai del marchese Filippo Antonio Asinari di San Marzano. Partenza alle 10 e alle 16 nella piazza del Comune (piazza Umberto I). Info: 348-1387521

Nelle sale del Castello di Costigliole prosegue fino al 29 giugno tutti i fine settimana (sabato con orario 15-20 e domenica 11-20) “Di vigna in vignetta”, esposizione che racconta in 100 tavole di famosi pittori e illustratori l’intreccio inesauribile tra vino e humor. I quadri di Jacovitti, Cavandoli, Guarene, Clericetti, Grott, Pongiglione e molti altri, oggi di proprietà delle Donne del Vino del Piemonte, appartenevano alla collezione del giornalista Vincenzo Buonassisi, di cui ricorre il decennale della scomparsa. Ingresso libero.

Info: www.divignainvignetta.it

Paolo Massobrio, 53 anni, si occupa da trent’anni come giornalista, di economia agricola ed enogastronomia. Collabora ai quotidiani La Stampa, Avvenire, Italia Oggi. Quindi al portale ilGolosario.it ai cui abbonati invia quotidianamente La Notizia del giorno e a ilsussidiario.net. È direttore responsabile di Papillon – periodico di sopravvivenza gastronomica – nonchè autore del libro Il Golosario, mille pagine di ricerca delle cose buone d’Italia. Con Marco Gatti firma anche L’Ascolto del Vino e la GuidaCriticaGolosa dedicata ai migliori ristoranti di Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Piacentino, Liguria e Costa Azzurra. Ha scritto per Rizzoli nel 2006 Il Tempo del Vino e per Einaudi, nel 2009 I Giorni del Vino, mentre per l’editrice Comunica firma il libro Adesso, 365 giorni da vivere con gusto ed è direttore editoriale per titoli come Avanzi d’Autore, dedicato al non spreco alimentare, L’Ascolto dei Sapori dedicato alla stagionalità dei prodotti entrambi di Giovanna Ruo Berchera fino al recente libro firmato da Silvio Spinelli ÀMATI!, volersi bene attraverso il cibo.
Nel 2006 si è aggiudicato il prestigioso premio Saint Vincent di giornalismo, consegnatogli al Quirinale dal presidente della Repubblica. Nel 2010 ha vinto il premio internazionale di Letteratura Enogastronomica di Minori-Costa d’Amalfi, con I Giorni del Vino.
Per Expo ha fatto parte del Comitato Scientifico per la candidatura di Milano Expo 2015, in seguito, come membro del Comitato “Le Firme di Expo 2015”.
Si occupa di educazione alimentare organizzando serate per l’Italia, mentre 22 anni fa ha dato vita all’Associazione Club di Papillon di cui è Presidente, creando cinquanta gruppi sparsi in tutta Italia con 6 mila associati che svolgono attività di approfondimento del gusto. Alla fine di ogni anno organizza Golosaria, rassegna di alta qualità del gusto a Milano e il premio Top Hundred, dedicato ai 100 migliori vini d’Italia.